Remog, occorrono risposte che permettano l’avvio di una trattativa
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Remog, occorrono risposte che permettano l’avvio di una trattativa

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Pubblicato il 11 Settembre 2015

Vicende diverse quella della Remog di Rezzato e quella del gruppo Stefana di Nave – una riguarda 32 dipendenti che al ritorno dalle ferie hanno trovato la fabbrica svuotata dei macchinari e le lettere di licenziamento, l’altra oltre 600 lavoratori con quattro stabilimenti siderurgici che hanno interrotto l’attività nel dicembre del 2014 – accomunate da sviluppi nelle vertenze tutt’altro che positivi. E da una data, quella del 22 settembre.

Per la Remog sarà l’appuntamento in cui la nuova proprietà (la multinazionale tedesca Wegmann) dovrebbe dare le risposte che non ha dato finora, per la Stefana sarà il giorno dell’assemblea dei creditori dal cui esito molto dipende delle possibilità di futuro del gruppo.

Oggi a Rezzato c’è stato il secondo incontro tra Fim Cisl e nuovi rappresentanti aziendali. Rispetto a quelle che nel primo appuntamento sembravano delle aperture, oggi i rappresentati dei lavoratori hanno dovuto constatare risposte generiche sugli ammortizzatori sociali e stanziamenti insufficienti per la mobilità volontaria. Un incontro così insoddisfacente da portare alla conferma del presidio che i lavoratori hanno in atto davanti alla fabbrica. In attesa del 22, appunto, “quando ci aspettiamo – dicono dalla Fim Cisl – risposte che permettano l´avvio di una trattativa”.