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Emergenza profughi: a Brescia la solidarietà è più forte della politica della paura
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Emergenza profughi: a Brescia la solidarietà è più forte della politica della paura

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Pubblicato il 9 Settembre 2015

Continuare l’esperienza positiva dell’accoglienza diffusa a piccoli gruppi, la sola che ha dato fino ad oggi buoni risultati. Accompagnare questo percorso con un lavoro capillare sul territorio di sensibilizzazione e di dialogo per conquistare un sostegno più convinto da parte di tutta la società civile.

Sono le direttrici su cui si muove la Cisl bresciana di fronte all’emergenza profughi e richiedenti asilo. Un impegno senza annunci ad effetto, nel solco della tradizionale concretezza dei bresciani, per costruire risposte ai problemi che non reagiscano solo all’emozione.

SOLIDARIETA’ E REGOLE
Nella nostra città e nella nostra provincia – afferma Enzo Torri, segretario provinciale della Cisl – la solidarietà è più forte di quelli che tra urla e spintoni conquistano le inquadrature delle telecamere e spazi sui giornali, ma ci devono essere anche regole certe su come gestire un flusso migratorio che non ha precedenti e che non si esaurirà in tempi brevi. Solo così sarà possibile contrastare in modo efficace le strumentalizzazioni che in questi giorni leghisti ed estrema destra stanno utilizzando per aumentare il consenso giocando sulle paure delle persone”.

BASTA IPOCRISIE
Il drammatico livello raggiunto dall’emergenza ha portato i Paesi europei più responsabili ad una svolta storica in fatto di accoglienza. “Resta aperto – aggiunge Giovanna Mantelli che per la Segreteria della Cisl bresciana segue da diversi anni le questioni legate all’immigrazione – il tema di come affrontare il problema alla radice, a livello internazionale, intervenendo sulle cause che sono all’origine di questa fuga di massa da zone del mondo martoriate dalla guerra, dal fanatismo religioso, dallo sfruttamento e dalla miseria. Possiamo continuare a tacere il fatto che la produzione e il commercio mondiale delle armi sono gestiti da noi, dai paesi più ricchi e più industrializzati del Nord del mondo? Possiamo ancora fingere di non sapere che il controllo delle fonti energetiche ha generato e genera alleanze pericolosissime tra interessi occidentali e chi insanguina i Paesi di origine della grande migrazione in atto? Diciamo basta alle ipocrisie. Chiediamo con forza all’Europa una strategia comune di lungo periodo che incida sulle cause dell’emergenza. E anche l’Italia deve voltare pagina, uscire dalle improvvisazioni generose per darsi politiche strutturali di risposta ad un problema epocale”.

INFORMAZIONE E DIALOGO
Punto centrale del lavoro della Cisl bresciana sul territorio in tema di profughi e richiedenti asilo, e più in generale in riferimento all’immigrazione, è quello dell’informazione. “Le paure della gente – conclude la sindacalista della Cisl – sono alimentate da troppe bugie. Per questo il nostro primo obiettivo per l’accoglienza e l’integrazione è stato, e lo sarà ancora di più nelle prossime settimane con incontri in tutte le sedi e i recapiti Cisl sul territorio, è quello di spiegare il fenomeno, di cosa si intende per profugo e qual è la condizione di un richiedente asilo, di parlare delle risorse messe a disposizione per affrontare l’emergenza e di come vengono usate. Mettiamo a disposizione di tutti informazioni semplici e chiare perché ognuno possa assumere posizioni più consapevoli. L’accoglienza comincia da qui”.