Contratti di lavoro: crescono di numero ma garantiscono sempre meno
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Contratti di lavoro: crescono di numero ma garantiscono sempre meno

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Pubblicato il 21 Agosto 2015

cisl bandieraUn mese fa, era il 21 luglio, la Cisl ha presentato una proposta organica sui modelli contrattuali. Obiettivo è restituire al contratto di lavoro un ruolo effettivo per quanto riguarda condizioni, tutele e salario. “Invece di rispondere alla regola ‘pochi, ma buoni’, il sistema sembra indirizzato ad una moltiplicazione disordinata” che si traduce purtroppo in una riduzione delle protezioni per i lavoratori, e per le imprese rischia di far crescere i costi di regolazione del conflitto peggiorando produttività e qualità del lavoro.

Sono domande alle quali risponde una ricerca dell’Osservatorio Mercato del Lavoro della Cisl nazionale che ha messo a confronto sul problema due istantanee scattate una nel 2008 e l’altra al 2015. In sette anni il numero dei contratti nazionali è passato da 398 a 706.

Se fino al 2008 l’elevato numero di contratti era legato essenzialmente alla frammentazione della rappresentanza datoriale insieme alla definizione di ambiti settoriali generalmente molto ristretti – si legge nella presentazione dell’ studio – successivamente si è innescato su questa base un meccanismo accrescitivo dovuto, da un lato, dai sindacati non confederali, che firmano contratti già conclusi da Cgil Cisl Uil, e dall’altro dal moltiplicarsi di coalizioni di associazioni imprenditoriali/sindacali, alternative rispetto ai tradizionali protagonisti e che si propongono come un riferimento diverso per la contrattazione”.

Un boom accompagnato da una progressiva, costante e preoccupante corrosione della loro rilevanza, perché la proliferazione dei contratti comporta per tutti incertezza delle regole e dei riferimenti.

Basterebbero queste semplici considerazioni a dare ragione della preoccupazione della Cisl e dell’impegno della Segreteria confederale per aprire subito un tavolo di confronto con le altri parti in gioco. I dati della ricerca forniscono però moltissimi altri elementi di analisi e di valutazione che rendono incomprensibili le tante resistenze – più nei fatti che a parole – che ancora si registrano sull’argomento.