Centrali elettriche: le non scelte danneggiano il Paese e mettono a rischio il lavoro
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Centrali elettriche: le non scelte danneggiano il Paese e mettono a rischio il lavoro

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Pubblicato il 19 Giugno 2015

centrale elettricaRappresentanze dei lavoratori delle centrali elettriche di Enel, A2A, E.On., Tirreno Power, Edison, Sorgenia ed Edipower provenienti da tutta Italia hanno manifestato oggi a Roma, in piazza Montecitorio, per denunciare la mancanza di una strategia di rilancio del mercato elettrico italiano. Le non scelte del Governo si ripercuotono sulla stabilità di un asset strategico per i cittadini e per la politica industriale del paese, e mettono a rischio lavoro e occupazione.

LA MANCATA PIANIFICAZIONE DEL SETTORE
Il comparto delle generazione termoelettrica dà lavoro oggi a circa 10.000 addetti, ma sono 39 le centrali e i siti a rischio chiusura con circa 2.900 lavoratori coinvolti e altrettanti nell’indotto. Non si tratta unicamente di problemi legati alla crisi economica e al calo dei consumi, ma anche alla mancata pianificazione energetica che ha portato il settore all’asfissia.

IL SINDACATO CHIEDE AL GOVERNO UN’AZIONE CONDIVISA
Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil chiedono al Governo di avviare il confronto per la definizione di un piano nazionale condiviso in grado di individuare le priorità a sostegno dello ripresa con un forte processo di diversificazione utile per ammodernare il Paese.