Banche chiuse. 90% di adesioni allo sciopero nazionale dei lavoratori per il contratto
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Banche chiuse. 90% di adesioni allo sciopero nazionale dei lavoratori per il contratto

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Pubblicato il 30 Gennaio 2015

bancari lombardiaAltissima l’adesione allo sciopero dei bancari per il rinnovo del contratto nazionale. Sportelli chiusi in tutta Italia. Per il Nord Italia la manifestazione dello sciopero è in corso a Milano in Piazza della Scala.
Proclamato unitariamente da tutte le sigle sindacali di categoria – Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl, Uilca e Falcri – lo sciopero è conseguenza della rottura con Abi sulle trattative di rinnovo del contratto nazionale avvenuta lo scorso 25 novembre aggravata dalla disdetta contrattuale comunicata dall’associazione delle imprese di credito.

Il contratto nazionale deve rimanere primo elemento di diritto, non derogabile, a difesa dell’occupazione e dell’Area Contrattuale – si legge in uno dei volantini distribuiti ai cittadini durante il corteo – perché il bancario non è un numero senza volto, ma ha una storia, una carriera, una professionalità e il diritto di difendere il potere d’acquisto dei salari e la dignità del lavoro”.

Le imprese del credito non vogliono riconoscere ai lavoratori alcun meccanismo di recupero del reale potere d’acquisto del salario, e punta ad intervenire strutturalmente su elementi retributivi come gli scatti di anzianità.

Tutto questo impedisce una trattativa seria e proficua – spiega  la Fiba Cisl Lombardia – L’azzeramento degli scatti e la cancellazione degli automatismi suonerebbero come una mazzata economica per tutti i lavoratori con scarsa anzianità. Per non dimenticare il drastico ridimensionamento della richiesta economica: dal nostro 6,05% al loro 1,85% e per di più con erogazione al termine della valenza contrattuale”.

I sindacati di categoria definiscono “pesantissime” le richieste di Abi sul fronte dell’area contrattuale, con allargamento di fatto dell’area dei contratti complementari e dell’appaltabilità delle lavorazioni bancarie: meno bancari e più futuri precari