La Cisl alla Regione: apra un confronto per individuare interventi strategici per la ripresa

dati allarmantui dalla mobilità 2014Sono 26.028 i lavoratori messi in mobilità in Lombardia tra gennaio e novembre 2014 nelle aziende con oltre 15 dipendenti, il 10% in più rispetto all’anno precedente.

E’ quanto emerge dalla elaborazione del dipartimento Mercato del lavoro della Cisl Lombardia sulla base dei dati regionali relativi alle iscrizioni alle liste di mobilità.

La stima sul dato di dicembre, ancora non ufficializzato, è di circa 2.500 licenziamenti che porterebbe il numero complessivo dei lavoratori messi in mobilità a 28.500. A dicembre, infatti, sapendo che a gennaio sarebbe scattata la riduzione dell’indennità per chi ha più di 40 e 50 anni, il ricorso alla mobilità è stato massiccio. Mai il livello dei licenziamenti è stato così alto: i numeri del 2014 sono tre volte quelli degli anni prima della crisi.

Le nuove regole del Jobs Act e la Legge di Stabilità – si legge in una nota della Cisl regionale – hanno introdotto condizioni di flessibilità e agevolazioni fiscali: le imprese e le associazioni che le rappresentano non possono più scaricare su altri i temi e le questioni che le chiamano a grande responsabilità. Rimane la necessità che oltre a politiche per il sostegno all’occupazione si attuino al più presto nuove politiche industriali e si rilancino gli investimenti per lo sviluppo”.

La Cisl Lombardia chiede per questo alla Regione di aprire un tavolo di confronto e di proposta sul settore manifatturiero, spina dorsale del sistema produttivo regionale, perché si individuino le linee di intervento strategiche per favorire la ripresa.

Etichette: , ,