Gruppo Burgo (Cartiera di Toscolano): sciopero per rompere il silenzio sul futuro
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Gruppo Burgo (Cartiera di Toscolano): sciopero per rompere il silenzio sul futuro

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Pubblicato il 28 Novembre 2014

burgo groupSciopero nazionale oggi nel Gruppo Burgo,  4800 dipendenti, 11 stabilimenti in Italia (tra i quali la Cartiera di Toscolano nella nostra provincia) e uno in Belgio. La manifestazione avrà luogo a Vicenza davanti alla sede centrale del Gruppo.

I lavoratori vogliono risposte sul loro futuro dopo le tante ipotesi di questi ultimi mesi su un piano di salvataggio di un debito consolidato di 900 milioni euro che non potrebbe non avere ricadute occupazionali.

Chiediamo un segnale di discontinuità alla proprietà – ha detto Marina Bordonali, segretario provinciale della Fistel Cisl, in una dichiarazione ripresa dal quotidiano Bresciaoggi – che non si è mai presentata al tavolo ministeriale. In questo contesto, la situazione di Toscolano sembra tra le più solide rispetto agli altri stabilimenti Burgo, ma ciò non toglie che sul futuro dell´intero gruppo stia ancora gravando una cappa ormai inaccettabile di silenzio“.

Attraverso lo sciopero i lavoratori intendono fare pressione perché al tavolo di confronto aperto al Ministero dello Sviluppo l’azienda si impegni a fare chiarezza sulle ricadute occupazionali delle scelte operate e a portare alla discussione un piano industriale teso al rilancio del gruppo. Preoccupano infatti le voci di un riassetto finanziario del gruppo, concordato con le banche, che potrebbe portare al coinvolgimento di investitori esteri e alla dismissione di alcuni stabilimenti.

I lavoratori si sono fatti carico negli ultimi anni di rilevanti sacrifici, riducendo i salari, aumentando la flessibilità della prestazione lavorativa con lo scopo di salvaguardare il posto di lavoro. Nonostante ciò, l’azienda non ha messo in campo alcun piano industriale o iniziativa di prospettiva per invertire la propria situazione se non procedere a tagli occupazionali. Le uniche azioni intraprese fino ad ora, infatti, sono la chiusura di linee produttive negli stabilimenti di Mantova e di Avezzano, senza alcuna una strategia condivisa con le organizzazioni sindacali.