Bcc, mobilitazione dei lavoratori (1.800 nel bresciano) a difesa del contratto

Bcc - Nave (Bs)Da martedì 25 novembre in tutte le nove Banche di Credito Cooperativo presenti nel bresciano – che contano complessivamente 1.800 dipendenti – iniziano le assemblee in cui le organizzazioni sindacali discuteranno con i lavoratori la mobilitazione in risposta alla disdetta unilaterale del contratto collettivo nazionale decisa da Federcasse.

Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Dircredito ne hanno parlato questa mattina in una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Cisl di Brescia, spiegando che la scelta delle Bcc rischia di generare un taglio del 10% al reddito dei dipendenti.

Per i sindacati la disdetta contrattuale – motivata in virtù di una riduzione dei costi del personale e di una maggiore flessibilità – è un pretesto per non affrontare i veri problemi del sistema del credito cooperativo, che sono le mancate sinergie, la qualità dei servizi ad alto valore aggiunto e la debolezza delle governance.

Nei mesi scorsi le organizzazioni sindacali avevano presentato una serie di proposte per contribuire a gestire i problemi del sistema delle Banche di Credito Cooperativo, puntando su strumenti come gli ammortizzatori di sistema, le riduzioni di orario, la gestione della mobilità e gli incentivi economici per la buona e stabile occupazione. “Ma la strada imboccata da Federcasse, purtroppo, è quello dello scontro – hanno detto questa mattina i responsabili delle diverse sigle sindacali – anche se l´auspicio è che il confronto possa comunque generare azioni di rinnovamento ed efficienza senza pretendere di risolvere i problemi agendo unicamente sui costi del personale”.

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