Nuovi problemi per la cassa integrazione in deroga
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Nuovi problemi per la cassa integrazione in deroga

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Pubblicato il 1 Ottobre 2014

nuovi problemi per la cassa in derogaDavvero non c’è pace per i lavoratori delle piccole imprese travolte dalla crisi. La cassa integrazione in deroga, ammortizzatore sociale creato per far fronte ai problemi occupazionali dell’artigianato e delle attività che contano dipendenti sulle dita di una mano, è di nuovo a rischio e la praticabilità dell’accordo tra Regione e parti sociali per la gestione delle coperture della cassa in deroga fino a dicembre 2014 si fa problematica.

I TEMPI DELLA BUROCRAZIA E QUELLI DELLA REALTÀ NON COINCIDONO
Il Ministero del Lavoro ha infatti annunciato alle Regioni che, per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, la sospensione dei lavoratori non potrà più iniziare, come fino a d oggi è stato, dal giorno dell’accordo sindacale, ma da quello del Decreto autorizzativo; quest’ultimo non potrà essere emesso se prima l’Inps non avrà verificato che ci sia la copertura economica. Due gli effetti di tale decisione sui lavoratori e le imprese colpiti dalla crisi: tutte le sospensioni iniziate dal primo settembre rischiano di non avere copertura, perché precedenti l’autorizzazione; in futuro la verifica della copertura economica, combinata con i tempi biblici con cui il Governo rende disponibili le risorse stanziate, rischia di obbligare le imprese ad attendere mesi prima di sospendere i lavoratori in cassa.

UNA PUNIZIONE ASSURDA
PER CHI HA SEMPRE USATO LA CASSA IN DEROGA IN MANIERA CORRETTA

Si tratta di una decisione assurda – scrivono in una nota Cgil Cisl Uil regionali – che in Lombardia mette a rischio gli ammortizzatori sociali per di 35mila lavoratori, destinata a creare gravi problemi alle imprese che anche in presenza di crisi temporanee, vista l’incertezza delle procedure per ottenere la cassa in deroga potrebbero passare direttamente alle procedure di licenziamento. Una punizione inaccettabile per una Regione che ha fatto in tutti questi anni un uso rigoroso ed efficace degli ammortizzatori in deroga, che ha consentito alle parti sociali di salvaguardare in modo intelligente il capitale umano e che non ha usato le risorse per fare assistenza”.

Inammissibile – aggiungono i sindacati – è anche la discrezionalità con cui il Ministero interpreta le disposizioni in materia, producendo sostanzialmente una ‘normativa creativa’, comunicando decisioni a scadenze che non tengono conto della realtà in atto ma che pretendono di essere retroattive, e nascondendo le informazioni sulla reale disponibilità di risorse”.

INIZIATIVE CONGIUNTE PER OTTENERE IL RITIRO DEL PROVVEDIMENTO
Per ottenere il ritiro di questa insensata decisione le segreterie di Cgil, Cisl, Uil della Lombardia invitano la Regione e le associazioni imprenditoriali a promuovere iniziative congiunte e si preparano a organizzare, anche in relazione agli esiti degli incontri che a livello nazionale si terranno nei prossimi giorni, le più opportune forme di mobilitazione.