Banche e stretta creditizia. La Cisl: non c’è soluzione senza trasparenza
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Banche e stretta creditizia. La Cisl: non c’è soluzione senza trasparenza

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Pubblicato il 27 Agosto 2014

raffaele bonanniLe scelte politiche non bastano senza un supporto delle forze sociali e senza trasparenza, altrimenti ci sono poteri troppo forti che nessuno scalfisce”. E’ un concetto sul quale il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, insiste da tempo e che ha ripetuto anche ieri l’altro intervenendo ad un dibattito nell’ambito del Meeting di Comunione e Liberazione in corso a Rimini.

Ieri le sue parole hanno trovato l’ennesima conferma nei dati che fotografano le politiche delle banche rispetto alla crisi e alla necessità di sostenere il sistema delle imprese e del lavoro.

Secondo i dati dell’Osservatorio credito di Confcommercio, infatti, nel secondo trimestre sono aumentate le imprese che si sono viste rifiutare in tutto o in parte la domanda di credito (dal 50,7% al 53%). Nella maggioranza dei casi (48%), le imprese del terziario risultano ancora in difficoltà a fronteggiare autonomamente il proprio fabbisogno finanziario (nel trimestre precedente erano il 53%).

A fronte di un leggero incremento del numero di imprese che si sono rivolte alle banche per chiedere un fido (dal 14,6% al 15,9%), rileva Confcommercio, resta ancora bassa, e su un livello non dissimile dal trimestre precedente, la quota di quelle che si sono viste accogliere le richieste di fido (26,7%) portando la percentuale di imprese effettivamente finanziate a poco più del 4%.