Statali, un nuovo stop ai salari? Sindacati all’attacco: assurdo e inaccettabile!
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Statali, un nuovo stop ai salari? Sindacati all’attacco: assurdo e inaccettabile!

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Pubblicato il 21 Agosto 2014

il ministro madia e il presidente del consiglio renziI segretari generali della Funzione Pubblica di Cgil Cisl Uil chiedono che il Governo smentisca formalmente le voci riportate dal quotidiano Il Messaggero secondo cui il Ministero della Pubblica Amministrazione sarebbe orientato ad un nuovo congelamento delle buste paga dei lavoratori del settore pubblico prorogando per altri due anni il blocco della contrattazione.

CLIMA INCANDESCENTE – “Il Presidente del Consiglio – scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato stampa unitario – chiarisca immediatamente che ciò su cui sembra si stia lavorando nell’ombra dei corridoi del Ministero non appartiene all’iniziativa del Governo e che non c’è nessuna ipotesi di ulteriore blocco della contrattazione. In assenza di ciò è del tutto evidente che la reazione sarà fortissima e che la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva avverrà in un clima incandescente”.

IN 4 ANNI SALARI RIDOTTI DI QUASI IL 15% – Dal 2010 i lavoratori pubblici si vedono negare da governi di vario colore il rinnovo contrattuale: una misura che è stata confermata dall’ultima legge di Stabilità fino alla fine del 2014 e il blocco del turn over fino al 2018. Di taglio in taglio i dipendenti pubblici nel giro di 5 anni hanno visto ridursi il salario reale del 14,6%.

ERRORE MADORNALE – Il comunicato dei segretari generali della Funzione Pubblica di Cgil Cisl Uil non si limita però alla sola riaffermazione della volontà di vedere riconosciuto il diritto dei lavoratori pubblici alla contrattazione nazionale, ma spiega perché i tecnici del Ministero stanno sbagliando strategia: “Continuare a pensare che si possa eternamente intervenire sul salario dei dipendenti pubblici e sul loro diritto al rinnovo del contratto è un errore madornale; una ricetta, non solo ormai improponibile sotto il profilo della giustizia sociale, ma anche inutile per i conti pubblici”.

Il concetto viene sintetizzato in quattro domande indirizzate direttamente a Palazzo Chigi.

DOMANDA NUMERO 1 – “Ci vuole tanto a capire che se negli ultimi quattro anni, a fronte di un sensibile calo dei dipendenti e della spesa per personale e redditi da lavoro, l’aumento della spesa pubblica non dipende dalle retribuzioni dei lavoratori?”.

DOMANDA N.2 – “E’ troppo complicato comprendere che le scelte di ‘continuità’ sulla pubblica amministrazione del governo Renzi rispetto a quelli precedenti, sono semplicemente sbagliate?”.

DOMANDA N.3 – “E’ si può, senza rischiare l’incoerenza e l’approssimazione annunciare da un lato una ‘epocale’ stagione di riforma della pubblica amministrazione e, dall’altro, prefigurare un ulteriore blocco della contrattazione per i prossimi due anni?”.

DOMANDA N.4 – “E’ chiaro al Governo che, così facendo, si sta scegliendo di colpire ancora una volta e apertamente i lavoratori pubblici e che la stagione riformatrice che il Governo sta prefigurando, già con un qualche azzardo di troppo, diventerebbe ‘epocale’ per lo scontro che questa misura aprirebbe con tutto il settore del lavoro pubblico?”.