Aria nuova nel Consiglio della Fondazione Teatro Grande
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Aria nuova nel Consiglio della Fondazione Teatro Grande

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Pubblicato il 5 Agosto 2014

IMG-20140621-WA001Sarà Stefano Olivari, classe 1973, a rappresentare la Regione Lombardia nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Grande. A fare notizia è innanzitutto l’età e il fatto che pur non avendo alle spalle alcuna appartenenza di partito finirà per prendere il posto di un navigato politico come Alberto Cavalli, ex presidente della Provincia e oggi assessore regionale.

A fare doppiamente notizia è che Olivari sia un sindacalista, componente della Segreteria della Fim Cisl di Brescia. E a questo punto si capisce anche qualche piccola malignità. “Olivari – ha scritto Bresciaoggi– si può considerare una sorpresa. Che Maroni abbia voluto lui, può essere segno di una vicinanza politica al leader del Carroccio, che è poi quanto confermano in Lega a Milano”.

“Ringrazio la Regione per la nomina – ha fatto sapere al giornale a stretto giro di mail il neo componente del consiglio di amministrazione della Fondazione – ma devo precisare di non aver mai avuto alcun tipo di vicinanza politica nei confronti della Lega, di non aver mai posseduto una tessera di partito e di avere sempre mantenuto, e con il mio impegno sindacale non potrebbe essere diversamente, la massima autonomia da ogni formazione politica”. Così, tanto per essere chiari!

Le cose sono andate molto più semplicemente. Quando dagli uffici regionali è partito il bando per la raccolta delle candidature e autocandidature all’organo di indirizzo del più importante teatro bresciano, Stefano Olivari non ci ha pensato due volte. Forte di un passione autentica (e praticata) per la musica – suona il flauto traverso, frequenta il corso di sax tenore al Conservatorio Marenzio, è tra i promotori dell’associazione Jazz on the road e del festival che ne deriva – ha mandato alla Regione il proprio curriculum. E alla fine della selezione la Giunta di Palazzo Lombardia ha scelto lui tra i tanti candidati.

Sul ruolo del Grande nel panorama culturale bresciano, Stefano non ha dubbi: “E’ un teatro di tradizione che deve portare in sé innovazioni al passo con i tempi, che deve avere un forte legame con i giovani e le realtà territoriali”.

Il “debutto” nel ruolo di consigliere della Fondazione è previsto per settembre.