Brescia, numeri grandi ma servizi statuali assolutamente inadeguati
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Brescia, numeri grandi ma servizi statuali assolutamente inadeguati

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Pubblicato il 5 Luglio 2014

galletti (cgil), torri (cisl), bailo (uil)Brescia ha i numeri di una grande provincia ma una presenza di servizi e uffici statuali assolutamente inadeguata. Una situazione insostenibile che Cgil Cisl Uil hanno documentato ieri in un incontro al quale erano invitati parlamentari e amministratori locali. La natura della denuncia che vogliamo fare – hanno subito specificato – è politica, riguarda la pochissima considerazione che lo Stato ha dimostrato e dimostra nei confronti della nostra provincia, e per questo non va scambiata con la rivendicazione sulla carenza degli organici degli uffici pubblici bresciani. Qui siamo alla radice del problema, che è una pericolosa sottovalutazione della realtà e che penalizza gravemente Brescia e il suo territorio.

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Brescia è più grande di molti capoluoghi di regione: oltre 1milione e 250mila abitanti (+13% negli ultimi dieci anni), con 180.000 cittadini di origine straniera che nella nostra provincia devono aspettare il doppio, il triplo del tempo rispetto ad altri capoluoghi per portare a termine la pratica di un permesso di soggiorno o di ricongiungimento familiare.

Ma Brescia è anche la seconda città della Lombardia per numero di imprese iscritte alla Camera di commercio (sono 122.000), la sesta a livello nazionale.

L’elenco delle lamentele è lungo, comprende l´intero comparto della giustizia, investe la Prefettura, coinvolge la Questura, fa riferimento alla Polizia Penitenziaria, riguarda i Vigili del Fuoco, si allarga all’Inps e più in generale ai servizi ispettivi

Gli esempi portati da Cgil Cisl Uil sono davvero preoccupanti, come quello della sezione fallimenti del Tribunale che deve far fronte allo spaventoso aumento dei casi dovuto a questi anni di crisi con solo tre giudici oltre al presidente (che tra l’altro, insieme a due dei suoi tre magistrati, è in attesa di trasferimento), su un versante delicatissimo come quello della giustizia del lavoro dalle cui decisioni dipendono percorsi di salvaguardia diversi per i lavoratori coinvolti.

In Prefettura si assiste da troppo tempo ad un continuo ricambio di dirigenti che genera ritardi e lungaggini. La vicenda dello Sportello Immigrazione è la spia di un problema enorme. In Questura a seguire le pratiche degli immigrati sono destinati non più di 50 poliziotti, esattamente un terzo di quelli di Torino che ha una presenza degli stranieri simile alla nostra.

Le attività di prevenzione e di controllo dell’Ispettorato del lavoro, in una provincia con un tasso infortuni fra i più elevati del paese, è ridotta ai minimi termini per mancanza di risorse e di personale.

Ai parlamentari Guido Galperti e Miriam Cominelli (presenti anche a nome di molti altri colleghi) Cgil Cisl Uil di Brescia hanno chiesto uno sforzo corale e urgente perché la politica assuma il problema di dotazioni statuali all’altezza del ruolo della nostra provincia, in termini sociali ed economici.