GOL: riqualificareformare, reinserire al lavoro. Dalla Regione un assist (clicca QUI) che mancava

 

Sanità bresciana (3): attenzione alle fragilità
TORNA INDIETRO
fnpfpmedici

Sanità bresciana (3): attenzione alle fragilità

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 25 Giugno 2014

il-segretario-della-fnp-cisl-brescia-alfonso-rossiniAttenzione alle fragilità. E’ la raccomandazione che Alfonso Rossini, segretario provinciale dei Pensionati Cisl, ha argomentato nel suo intervento di oggi pomeriggio al convegno “Brescia in salute”.

SOCIO- SANITARIO: TERRITORIO DI CONFINE – “Chi sono i pazienti che si rivolgono ai servizi e alle prestazioni del sistema socio sanitario? – si è chiesto Rossini – Sono anziani, disabili, famiglie con minori, persone affette da dipendenze. Si tratta di fragilità determinate da una pluralità di fattori che, a detta di tutti gli addetti ai lavori e degli osservatori, stanno esplodendo in termini quantitativi e qualitativi, complici un processo di invecchiamento sempre più veloce e l’accentuazione della vulnerabilità sociale causata dalle trasformazioni del tessuto sociale e familiare e dalla crisi economica perdurante. Il socio sanitario è dunque un territorio di confine, dove esiste una contiguità strutturale tra bisogno di cure medico sanitarie e interventi sociali-assistenziali che vedono le famiglie sempre più esposte in termini di impegno nel lavoro di cura e in termini di oneri economici, ormai insostenibili”.

UNA PIÙ FORTE PROGRAMMAZIONE INTEGRATA –  “Prendere in carico le persone fragili nella loro globalità e complessità – ha concluso il segretario della Fnp Cisl Brescia – rende necessario una più forte programmazione territoriale integrata di servizi e prestazioni da parte di Asl, Comuni, Distretti Socio Sanitari: l’obiettivo è potenziare l’assistenza domiciliare, disporre soluzioni per luoghi di cure intermedie in alternativa al ricovero ospedaliero, affrontare radicalmente il problema della non autosufficienza affiancando al classico ricorso alle Rsa, servizi di sostegno della domiciliarità e forme di residenzialità leggera. Resta inteso che occorre alleviare le famiglie dai costi delle rette in costante aumento, innalzando la quota a carico del Servizio Sanitario Regionale”.