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Sanità bresciana (1): un’unica governance per usare meglio le risorse
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Sanità bresciana (1): un’unica governance per usare meglio le risorse

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Pubblicato il 25 Giugno 2014

l'avvio dei lavori con l'introduzione di francesco diomaiuta“La rete ospedaliera bresciana ha coperto fino ad oggi in maniera efficiente il bisogno sanitario. Oggi dobbiamo interrogarci sull’adeguatezza della sua distribuzione, sia territoriale che specialistica, così come sulla necessità di una.

Lo ha detto il segretario Cisl Francesco Diomaiuta aprendo ieri pomeriggio nell’Auditorium della sede sindacale di via Altipiano d’Asiago il convegno “Brescia in salute. Le proposte Cisl per la riforma sanitaria”.

Un momento di confronto importante con i responsabili della programmazione e gestione della sanità bresciana ai quali la Cisl ha presentato valutazioni, osservazioni e richieste che si inseriscono nel percorso di costruzione della riforma del sistema sanitario nella nostra regione.

INTRODURRE FORMULE DI MUTUALISMO INTEGRATIVOSulle proposte generali della Cisl Lombardia è intervenuto il Segretario regionale Ugo Duci il quale ha parlato della necessità di un cambio di marcia per riportare l’attenzione sulle necessità assistenziali territoriali che vanno dalla non autosufficienza, alla disabilità fino alla tutela materno-infantile, evitando così che tutto – tra carenza di risorse e difficoltà organizzative – finisca sulle spalle delle famiglie.

il segretario regionale della cisl ugo duciLa proposta della Cisl Lombardia per la riforma della sanità regionale punta sullo sviluppo di una cultura della prevenzione attraverso progetti di educazione alla salute, sul miglioramento dell’assistenza primaria con l’ampliamento delle fasce giornaliere e orarie degli ambulatori di medici di base e pediatri, con il potenziamento dei servizi specialistici ambulatoriali, con la sperimentazione della figura dell’infermiera di famiglia. Nel documento sindacale si parla anche dell’introduzione di formule di mutualismo integrativo per la copertura di prestazioni al di fuori dei livelli essenziali di assistenza e di una attenzione nuova ai lavoratori della sanità con la stabilizzazione delle forme di precariato  e la rideterminazione dei carichi di lavoro.

Dal punto di vista politico gestionale la Cisl chiede inoltre di cambiare il sistema delle nomine dei direttori amministrativi e sanitari scegliendoli tra i dirigenti già dipendenti del sistema.