Giovedi in Regione l’incontro da cui dipende il futuro dei 400 della Brandt

Non ci sono state dichiarazioni al termine dell’incontro sul futuro della Fagor-Brandt di Verolanuova avvenuto questa mattina nella sede dell’Assessorato alle attività produttive della Provincia. Il piano di reindustrializzazione – al quale sono legate le speranze di 400 lavoratori – sembra essere veramente appeso ad un filo. Tutto è rinviato al confronto in Regione previsto per giovedì 17 aprile.

Questa mattina erano presenti all’incontro l’assessore Bontempi, l’amministratore delegato della Optimize-Optiverde Jean-Pierre Detrait, i rappresentanti sindacali e quelli di Regione Lombardia.

Per quel che si è potuto capire, l’incontro è servito a chiarire formalmente che il nodo che si è venuto a creare negli ultimi mesi è unicamente di natura finanziaria, non industriale. Le difficoltà sono intervenute con il fallimento della Fagor-Brandt, uno sviluppo imprevisto che ha cambiato le carte in tavola rispetto all’utilizzo degli immobili: nell’accordo iniziale Fagor-Brandt si era impegnata a cedere gli spazi a canoni agevolati per permettere alla Optimize-Optiverde di far ripartire la produzione e difendere i posti di lavoro; con il fallimento la società lussemburghese si vede costretta all’acquisto degli immobili con un onere non preventivato di 7-8 milioni di euro.

Da qui la necessità di ricorrere ad un finanziamento straordinario da parte del sistema bancario che però richiede forti garanzie. Una situazione che nelle scorse settimane la Fim Cisl di Brescia aveva chiaramente analizzato arrivando a lanciare un preciso appello: “Occorre che Regione Lombardia traduca l’interesse che ha dichiarato per questo progetto di reindustrializzazione con un esplicito sostegno istituzionale”. Se ne discuterà giovedì nella sede regionale a Milano, con gli stessi protagonisti dell’incontro di questa mattina a Brescia e un’aggiunta importante, quella delle banche che dovrebbero costituirsi in pool per la concessione dei finanziamenti necessari.

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