Lavoro a rischio per 223mila persone

lavoro_crisi_disoccupazioneSono 223.165 i lavoratori a rischio occupazione nel primo trimestre 2014. A fine marzo – spiega l’Osservatorio della Cisl sul mercato del lavoro – la cassa integrazione ha toccato la soglia dei 100 milioni di ore autorizzate, coinvolgendo complessivamente 500 mila i lavoratori.

La Cisl segnala inoltre un graduale cambiamento nella composizione interna degli ammortizzatori sociali: cresce quella che si può considerare la componente strutturale, con un passaggio dalla cassa integrazione ordinaria a quella straordinaria, segno di crisi lunghe e difficili processi di ristrutturazioni aziendali.

Resta poi il problema del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per il 2014: grazie alle ultime assegnazioni di risorse il numero complessivo di ore autorizzate è nuovamente in crescita, ma si tratta di autorizzazioni riferite perlopiù a periodi del 2013. Senza una ulteriore ripartizione di risorse – avverte l’Osservatorio Cisl – non si riuscirà a coprire le richieste

Un quadro davvero preoccupante, anche alla luce dei dati ISTAT sull’occupazione riferiti all’ultimo trimestre 2013 che offrono un quadro in continuo peggioramento. A fronte di un ritmo meno accentuato di perdita di occupati nell’industria, l’edilizia perde in un anno il 5,6 % di occupati, ed il terziario mostra significative riduzioni, anche in aree dove l’occupazione fino a qualche tempo fa cresceva, come i servizi alla persona. C’è poi una costante riduzione dei dipendenti a termine (-6,6% in un anno) e dei collaboratori (-13,3%): ciò significa – spiega la rilevazione – che senza una ripresa economica le assunzioni non sono trainate neppure dai contratti flessibili.

Modificare le regole del lavoro non è di per sé sufficiente a invertire la tendenza di questi ultimi sei anni di crisi – conclude la Cisl – servono anche misure per bloccare il processo di deindustrializzazione e di contrazione degli investimenti con politiche di sostegno ai settori industriali emergenti ed alla ricerca ed innovazione, risolvendo problemi di contesto come il costo dell’energia, le dotazioni infrastrutturali, il costo del denaro alle famiglie ed alle imprese.

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