Allarme per chi lavora in agricoltura: il pericolo viene dai pesticidi del mais

finance_picPreoccupazioni per la salute dei lavoratori in agricoltura. A lanciare l’allarme è stata Maria Rita Rapagnani, ricercatrice dell’Enea (che è l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) nel corso di un convegno promosso dal Comune di Quinzano d’Oglio, nella Bassa Bresciana.

Occorre prestare moltissima attenzione e cautela – ha detto la ricercatrice – all’utilizzo dei pesticidi del mais contro piralide e diabrotica impiegati nel campi della Bassa all’inizio dell’estate. Sono prodotti che non solo uccidono gli animali che si trovano in campo e inquinano la falda, ma si accumulano nell’organismo e a lungo andare possono generare malattie e tumori nei lavoratori, nei loro famigliari, nelle popolazioni rurali. Da quando, cinque anni fa, sono stati messi fuori legge i semi di mais ricoperti da neo-nicotinoidi, il mais viene trattato con pesticidi fosforganici per uccidere gli insetti infestanti e tutelare il raccolto.

La ricercatrice dell’Enea è stata categorica sugli effetti collaterali di questi trattamenti: ci sono studi scientifici che dimostrano come diverse patologie del sangue e dell’apparato linfatico siano da mettere in relazione ad una ripetuta esposizione ai pesticidi più potenti. Anche patologie quali il Parkinson e Alzheimer hanno una correlazione con l’esposizione a certi principi chimici. Come possono difendersi da questi rischi i lavoratori in agricoltura e gli abitanti della pianura bresciana? Per chi interviene sul campo utilizzando sempre mascherina e guanti, con una forte raccomandazione a rispettare la distanza minima di 50 metri dalle abitazioni e di 10 metri dai corsi d’acqua.

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