Corteo in città dei lavoratori Brandt: rilancio al palo e cassa integrazione finita

Manifestazione questa mattina in città dei lavoratori Brandt – ex Ocean – di Verolanuova. C’è preoccupazione per l’incertezza sull’effettiva realizzazione del piano di reindustrializzazione mentre incombe a fine mese la scadenza degli ammortizzatori sociali. Il corteo sindacale è partito dalla sede bresciana di Regione Lombardia in via Dalmazia per arrivare davanti all’Assessorato per le Attività produttive della Provincia. Qui i segretari provinciali di Cisl e Cgil, quelli di Fim, Fiom e Uilm e delle Rsu hanno incontrato l’assessore Bontempi che ha promesso un impegno immediato per convocare prima di Pasqua una riunione con i rappresentanti aziendali.

UNA SITUAZIONE INTRICATA E DELICATISSIMA – Il piano di reindustrializzazione in questione è quello avviato dalla società Optimize/Optiverde che prevede il riassorbimento di circa 270 lavoratori della Brandt Italia su linee di produzione per gli impianti di riciclaggio apparecchi elettronici, cogeneratori, montaggio scooter elettrici.

8 MILIONI IMPREVISTI – La zeppa che sta drammaticamente rallentando il piano è di natura finanziaria dopo che per effetto della procedura di liquidazione di Brandt, la Optimize/Optiverde si è trovata di fronte all’inaspettata sorpresa di dover acquistare da subito gli immobili e la necessità di aggiungere a quelli per gli investimenti altri 8 milioni di euro per l´acquisto del sito.

GARANZIE DALLA REGIONE? – Sono soldi che la società lussemburghese deve reperire sul mercato finanziario che però ha bisogno di garanzie. Da qui lo stallo e la richiesta che Fim Cisl ha rilanciato nei giorni scorsi alla Regione perché, ispirandosi ai principi del recente progetto di legge sulla libertà di impresa e competitività, faciliti l’accesso ai finanziamenti di Optimize/Optiverde.

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