Cassa in deroga, intesa tra Regione e parti sociali: proroga fino a giugno

L’Assessorato al Lavoro di Regione Lombardia e parti sociali hanno raggiunto oggi un’intesa che proroga a fine giugno il sistema di ammortizzatori sociali in deroga che scadeva il 31 marzo prossimo. Sono oltre 33 mila i lavoratori che in questi primi 3 mesi dell’anno hanno usufruito in Lombardia della cassa in deroga.

UN SEGNALE POSITIVO – “A una settimana dalla scadenza dell’accordo e in attesa che a Roma rifinanzino la cassa e diano certezze sulle riforme che il governo vuole fare non potevamo in Lombardia stare con le mani in mano – commenta Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia -. E’ un segnale politico positivo il fatto che oggi la Regione abbia voluto ascoltare le parti sociali e dare sostegno alle imprese e ai lavoratori che ancora oggi subiscono gli effetti della recessione, non abbandonandoli ed evitando ulteriori incertezze”.

IN ATTESA DELLE RIFORME ANNUNCIATE –  L’accordo mantiene in vita le regole che in questi anni hanno governato il possibile accesso alla cassa in deroga. Solo di fronte ad eventuali novità che il ministero dovesse varare sul funzionamento di questi ammortizzatori le parti in futuro si ritroveranno per adeguarsi ad esse. Le parti sociali e la Regione hanno inoltre evidenziato come le risorse finora ripartite dal governo alle Regioni siano già in via di esaurimento e senza ulteriori riparti di quanto già previsto dalla legge di stabilità imprese e lavoratori rischiano di restare per molto tempo senza il riconoscimento dei pagamenti spettanti.

IL GOVERNO SI CONFRONTI CON CHI CONOSCE LA REALTÀ –  “Senza l’intesa di oggi – sottolinea Petteni – avremmo corso il rischio di un’incertezza che sarebbe stata scaricata in licenziamenti per i lavoratori”. “In attesa di rendere concrete le grandi riforme per ora solo annunciate – prosegue il segretario generale della Cisl lombarda – chiediamo al governo nazionale, di guardare di più a cosa serve giorno per giorno al sistema produttivo reale”. Secondo Petteni, serve anzitutto “un immediato riparto delle risorse nazionali verso le Regioni per permettere di decretare e pagare le indennità, e in secondo luogo che eventuali interventi sulle regole degli ammortizzatori non siano calati dall’alto ma vengano discussi con chi conosce giorno per giorno la realtà del mondo economico”.

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