Calano i costi per il pubblico impiego. Manca ancora un progetto di settore

sportello pubblica amministrazioneSorpresa! La spesa per il pubblico impiego si è drasticamente ridotta: in Italia il costo del personale della pubblica amministrazione è in costante diminuzione, del 33% inferiore rispetto a quello della Francia. Resta invece aperta la necessità di un progetto per il settore, che ne migliori l’efficienza senza continuare a incidere indistintamente sul personale. Stavolta non sono soltanto i sindacati – la Cisl Funzione Pubblica in particolare – a dirlo, ma una ricerca dell’Osservatorio sul cambiamento della pubblica amministrazione dell’Università Bocconi, presentata ieri in un convegno a Milano.

LA SPESA PRO CAPITE PER I DIPENDENTI PUBBLICI ITALIANI
E’ Tra il 2008 e il 2012, il numero dei dipendenti pubblici è infatti calato del 5,5%, portandosi a 3.238.474 unità, e la spesa per i dipendenti pubblici è a sua volta calata del 4,38% a 165,4 miliardi di euro, ovvero 2.710 euro pro capite. Una cifra poco inferiore a quella della media europea (pari a 2.736 euro), ma ben al di sotto di quella di Paesi dalle dimensioni e dallo sviluppo economico paragonabili al nostro, come la Francia (dove la spesa raggiunge addirittura i 4.080 euro pro capite) e il Regno Unito (3.260 euro). Anche il rapporto tra la spesa per i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici e il totale della spesa pubblica attuale si è portato nel 2012 leggermente al di sotto della media europea (24,8% contro 24,9%), con un calo di quasi due punti percentuali rispetto al 2008.

CROLLA IL NUMERO DEI DIRIGENTI
In forte calo anche il numero dei dirigenti pubblici tra il 2007 e il 2012: -19% nei ministeri, -13% nelle regioni a statuto ordinario, -31% nelle province e -20% nei comuni. Inoltre, la presenza femminile nel settore dirigenziale della pubblica amministrazione è molto maggiore di quella nel settore privato. Si è infatti passati, sempre tra il 2007 e il 2012, dal 35,3% al 39,49% nei comuni, dal 26,44% al 31,07% nelle province, dal 30,18% al 36,31% nelle regioni a a statuto ordinario e dal 34,47% al 42,93% nei ministeri.

L’INVECCHIAMENTO DEL PERSONALE
La riduzione del turn-over e il blocco della contrattazione nella pubblica amministrazione hanno però diversi “effetti collaterali”, come l’innalzamento dell’età media del personale: quasi la metà dei dipendenti pubblici ha più di 50 anni d’età.

LA CISL: SI RIFLETTA SUGLI ERRORI, BASTA PENALIZZARE I LAVORATORI!
“Per aprile si annuncia un nuova riforma della pubblica amministrazione – ha sottolineato il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni durante il convegno di presentazione della ricerca – mi auguro che sia l’occasione per riflettere sugli errori commessi in questi ultimi anni. Certamente il sistema dev’essere al centro di un riassetto ma non possiamo assistere nuovamente a una mera operazione di tagli lineari che anziché rendere più efficiente la pubblica amministrazione si limita a penalizzare i lavoratori”.

Etichette: , , ,