Il 112 non sia solo centrale telefonica ma vera centrale unica dell’emergenza

112_logo_spL’idea di un unico numero telefonico uguale in tutta Europa, per qualsiasi tipo di emergenza – sanitaria, di ordine pubblico, di incendio o di soccorso – è sicuramente buona. Per quanto riguarda la traduzione operativa che ne ha fatto la Regione Lombardia, c’è qualcosa da precisare e da correggere.

Il Siulp, il Sindacato di Polizia più importante e rappresentativo, chiede “un tavolo di confronto con i professionisti del settore e le organizzazioni sindacali di riferimento, in vista della istituzione di una Centrale operativa unica, formata da aliquote di operatori di tutte le forze dell’emergenza e del soccorso pubblico, quindi, formata da poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco e operatori del 118”. Ne parla Roberto Morelli, Segretario generale del Siulp provinciale, in una intervista che il Giornale di Brescia pubblica nell’edizione di oggi.

Nella sperimentazione del Numero Unico Emergenza 112, Regione Lombardia ha previsto di formare del personale alla gestione della prima risposta; la richiesta di aiuto, a seconda della necessità, verrebbe poi smistata a Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco o 118. Ma in questo modo – argomenta il Siulp bresciano – si duplicherebbero i passaggi senza un vantaggio effettivo per la tempestività degli interventi.

Dal Siulp – scrive il quotidiano di via Solferino – giunge un appello propositivo: quello che si chiede non è un passo indietro, semmai un passo avanti. Il 112 può essere un’opportunità per approdare non solo al numero unico dell’emergenza, ma ad una centrale unica. Con tutti gli addetti all’emergenza riuniti”.

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