L’incontro con la città del Ministro Kyenge

il ministro kyenge a bresciaIl Ministro Kyenge non ha la bacchetta magica, ma non le mancano volontà e determinazione per dire che i meccanismi di accoglienza degli immigrati in vigore nel nostro Paese vanno cambiati e che i bambini nati in Italia da genitori stranieri devono vedere riconosciuto il loro diritto di cittadinanza.

IL PROBLEMA DELLE RISORSE – Nel suo incontro di ieri mattina con le istituzioni cittadine e il mondo dell’associazionismo che a vario titolo si occupa nel nostro territorio di immigrazione, il Ministro ha soprattutto ascoltato. E alle sollecitazioni che le sono state presentate nell’Auditorium San Barnaba ha risposto ribadendo che le politiche sull’immigrazione si fanno anche con risorse adeguate, risorse che oggi non ci sono. Da qui la necessità di sforzi coordinati che consentano di unire intenti e forze perché una delle realtà con la più alta percentuale di popolazione di origine straniera, possa essere un laboratorio di buone pratiche di integrazione.

LO SNODO DECISIVO DELLA SCUOLA – Un percorso questo che ha uno snodo decisivo nella scuola – come ha sottolineato Giovanna Mantelli, componente della Segreteria provinciale della Cisl intervenuta all’incontro con il Ministro a nome anche delle altre organizzazioni sindacali – che sconta però l’assenza di “modelli e riferimenti certi e da sperimentare, che è sprovvisto di risorse specifiche, inadeguato rispetto alla formazione e alla competenza professionale richiesta dalla situazione multiculturale. Chiediamo quindi a lei signor Ministro, che questo contesto venga modificato e arricchito di risorse e strumenti affinché possa la scuola diventare l’ambito privilegiato dell’integrazione e dello sviluppo”. [QUI il testo dell’intervento di Giovanna Mantelli]

L’EDUCAZIONE CIVICA CHE NON C’E’ – A margine della visita vanno segnalate le contestazioni: da una parte leghisti e destra (che da mesi fanno a gara negli insulti al Ministro), dall’altra i movimenti antagonisti (quelli che pensano all’integrazione come qualcosa da imporre e che i diritti vanno affermati con la prepotenza), accomunati dalla evidente strumentalizzazione dei problemi dell’immigrazione.
Una risposta indiretta, agli uni e agli altri, viene stamattina da una nota pubblicata dal Giornale di Brescia a firma di Anna Della Moretta, significativamente intitolata: La Costituzione già ce l’abbiamo, l’educazione civica meno.

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