Rivalutazione delle pensioni: una prima, piccola inversione di tendenza

untitledLa Legge di stabilità ha licenziato definitivamente i provvedimenti riguardanti l’adeguamento delle pensioni all’indice ISTAT, superando il blocco totale che per il 2012 e il 2013 ha penalizzato le pensioni oltre tre volte il minimo. Un obiettivo che la Fnp Cisl bresciana, insieme a Spi Cgil e Uilp Uil, ha sostenuto con iniziative di mobilitazione e di pressione lungo tutta la fase di discussione parlamentare del provvedimento.

Oggi registriamo questa prima, piccola, inversione di tendenza – osserva il Segretario generale dei Pensionati Cisl di Brescia Alfonso Rossini – ma diciamo con chiarezza che si tratta comunque di aumenti estremamente contenuti che non risolvono la situazione critica di molti pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese. La via maestra per ricostruire il potere d’acquisto delle pensioni resta la riduzione del peso del fisco, a partire dalle aliquote IRPEF sulle pensioni medio-basse, entro le quali si colloca la maggior parte dei pensionati. Per questo il nostro impegno di categoria continua, insieme a quello della Cisl e delle altre confederazioni”.

I trattamenti previdenziali saranno così modificati, considerando la variazione per l’anno 2013 nella misura del 1,2% a partire dal 1 gennaio 2014.

fino a 1.486,29 euro (al lordo, tre volte il minimo)
Percentuale applicata 100%
Percentuale aumento 1,20%

da 1.486,29 a euro 1.981,72 euro
Percentuale applicata 95%
Percentuale aumento 1,14%

da 1.981,72 a euro 2.477,15 euro
Percentuale applicata 70%
Percentuale aumento 0,90%

da 2.477,15 a euro 2.972,58 euro
Percentuale applicata 50
Percentuale aumento 0,60%

oltre 2.972,58 euro e fino a 6 volte il minimo
Percentuale applicata 40%
Percentuale aumento 0,48%

Per le pensioni superiori a sei volte il minimo la rivalutazione verrà ripristinata al 40% per il 2014 e al 45% per il 2015 e 2016.

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