Edilizia come volano per uscire dalla crisi

RISTRUTTURAZIONE CASE ESTERNI EDILIZIAUn cantiere di proposte per innovare l’edilizia.  E’ quanto si è vissuto nell’Auditorium della Cisl di Brescia dove la Filca Cisl provinciale e quella di Milano hanno riunito congiuntamente i Consigli generali delle due strutture, organizzando un confronto a più voci su come l’edilizia ad alto valore energetico e ambientale può diventare il volano economico per uscire dalla crisi.

I CONTRIBUTI ALLA DISCUSSIONE – Alla tavola rotonda hanno partecipato: Antonio Crescini e Angelo Dossi, rispettivamente direttore e presidente della Scuola Edile di Brescia (oltre che, quest’ultimo, imprenditore e innovatore del campo); Mario Zoccatelli, presidente del Sistema di certificazione socio ambientale edile GBC Italia; Stefano Cera dell’AnceAssimpredil di Milano; Fabio del Carro, componente della Segreteria Filca di Milano; Domenico Pesenti, leader nazionale degli edili Cisl e presidente del Sindacato Europeo del settore.

Roberto Bocchio e Francesco Bianchi, Segretari generali della Filca Cisl di Brescia e di Milano, hanno fortemente voluto questa giornata di proposte per l’edilizia, stanchi di proteste sterili e della sordità irresponsabile degli imprenditori del settore.

RECUPERARE LA VIA MAESTRA – “Nel nostro settore e nel comparto industriale delle costruzioni – ha detto Bocchio – la crisi ha travolto prima di tutto i lavoratori, poi la contrattazione e le relazioni industriali; ha alterato i piani di governo del territorio, ha rotto la catena della solidarietà e dell’attaccamento al mestiere. Abbiamo perso centinaia di migliaia di posti di lavoro su base nazionale e a Brescia decine di imprese storiche locali hanno dovuto chiudere, per crediti e non per debiti, lasciando così spazio ad avventurieri senza storia e reputazione. Occorre recuperare la via maestra del dialogo con il territorio e riconoscere le sue caratteristiche: serve far ripartire il motore dell’edilizia e solamente con una nuova strategia territoriale questo sarà possibile. Basta grandi promesse per grandi opere, ma mille progetti per mille opere nel territorio, Comune per Comune, con in testa tre punti fermi: responsabilità, recupero, ristrutturazioni. Un trinomio che si traduce in sostenibilità, servizio, sicurezza”.

IL RISPARMIO ENERGETICO PASSA PER L’EDILIZIA – Per Bianchi, “la maggior parte delle abitazioni tradizionali, costruite in tempi di abbondanza e di trascuratezza delle responsabilità sociali delle fonti energetiche a basso costo, comportano mediamente lo spreco di circa il 70-80% dell’energia impiegata che serve per riscaldare o raffreddare le abitazioni. Con il conseguente spreco di denaro, ma anche con una proporzionale emissione di gas serra in atmosfera. Già oggi è tecnicamente possibile costruire edifici che abbattono o riducono in modo significativo questi sprechi e con costi aggiuntivi assolutamente tollerabili dal cittadino medio”.

PERCOSRSI CONCRETI – In Lombardia e nel settore delle costruzioni, seppur non in modo ancora capillare, si è avviata una regolamentazione energetica che tiene conto di diversi fattori vincolanti – dal protocollo di Kyoto in poi – e riguarda edifici nuovi, già in uso, sia pubblici che privati.

Una fetta di mercato in espansione è la ristrutturazione energetica degli edifici e del territorio, ancora più importante se vista in modo interdisciplinare e oltre la scadenza – seppur determinante – di Expo2015.

CREDITO E IMPRESE – Si tratta di due percorsi che hanno già incontrato i valori positivi del credito ma non della produzione industriale di vasta scala, e purtroppo non ancora un recupero occupazionale significativo.

Serve un piano industriale e politico di responsabilità sociale territoriale urgente, serve per il lavoro e per il futuro delle nostre comunità, serve quindi proporre di spostare il carico produttivo dal costo del lavoro al costo dell’energia, nuova frontiera e nuova sfida.

INNOVAZIONE – Un aspetto questo richiamato anche nell’intervento di Fabio Del Carro che dalla trincea del settore ha rendicontato un innovativo programma di formazione, riqualificazione professionale e di ricollocazione dei lavoratori edili, proprio a partire dall’esperienza positiva e dalla buona pratica realizzata nel cantiere di City Life a Milano.

PESENTI: NELLE SCUOLE EDILI, FORMAZIONE MA ANCHE RICERCA – A chiudere i lavori della mattinata è stato Domenico Pesenti, Segretario nazionale della Filca Cisl: “Da anni diciamo che è finita un’epoca e occorre una nuova stagione di responsabilità, ma allo stesso tempo non possiamo tralasciare di chiedere all’Ance di esplicitare la sua visione, che no n può essere quella di abbassare il livello della formazione per la permanenza nel settore. Insieme invece dobbiamo spingere verso la piena realizzazione a partire da una profonda riforma dello strumento della bilateralità, riconoscendo anche le resistenze interne che abbiamo sui questa prospettiva. Le proposte dell’Ance nazionale e delle Cooperative al tavolo di rinnovo del contratto scaduto da un anno, sono inaccettabili e tendono a distruggere il patrimonio umano e di professionalità del settore. Liberiamoci dal campanilismo, ristrutturando gli enti bilaterali ad un nuovo livello nazionale, ritrovando un’idea innovativa complessiva del settore anche territorialmente. Ad esempio, le Scuole edili devono diventare i centri di ricerca dell’edilizia, anche capaci di certificare i modelli migliori, ampliando le competenze ben oltre il confine dell’istituto professionale. Ma per ricostruire il settore e le imprese servono degli imprenditori che abbiano una visione adeguata al momento storico, e questo sembra davvero mancare come emerso in questa contrattazione nazionale. Serve dare più valore al lavoro, non come finora è stato dato alla finanza che non suda mai del proprio mestiere quotidiano”.

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