Salvaguardati oltre 12.000 posti di lavoro grazie ai contratti di solidarietà

iveco brescia è una delle aziende che ha fatto ricorso ai contratti di solidarietàSono oltre 12mila i posti di lavoro salvaguardati nel settore manifatturiero lombardo, grazie all’utilizzo di contratti di solidarietà in alternativa a cassa integrazione e licenziamenti. E’ quanto emerge dal monitoraggio periodico realizzato dai sindacati di categoria della Cisl lombarda.

UNO STRUMENTO INDISPENSABILE – I dati confermano che l’utilizzo del contratto di solidarietà è uno strumento sempre più necessario e utile per fronteggiare la crisi riducendo gli orari di lavoro ed evitando i licenziamenti o gli esuberi tra i lavoratori. Uno strumento – sottolinea la Cisl Lombardia – che dev’essere favorito e diffuso su larga scala.

12.000 POSTI DI LAVORO SALVAGUIARDATI – I contratti di solidarietà stipulati nel settore manifatturiero negli ultimi 24 mesi e attualmente in corso, infatti, coinvolgono 44.123 lavoratori di 389 aziende. La riduzione di orario media è pari al 28%, questo significa che i posti di lavoro salvaguardati sono oltre 12.000.

MOLTE LE AZIENDE BRESCIANE – Sono ormai diverse le aziende coinvolte, tra queste numerose piccole e medie imprese, e importanti gruppi di maggiori dimensioni, tra questi: Acciaierie venete, Stefana, Alfa Acciai, Beretta, Gnutti, Iveco di Brescia, Ferriera Valsabbia, Marzoli, Innse, Electrolux, Indesit, Peg Perego, Compel, Linkra, Selex, Riva acciaio, Metalcam, Sisme, Candy.

VERSO UNA LEGGE REGIONALE – Il consiglio regionale della Lombardia ha programmato per mercoledì 18 dicembre la discussione e approvazione di una legge regionale di sostegno ai contratti di solidarietà. La legge, in sostanza, definisce obiettivi e strumenti per il sostegno alle imprese e ai lavoratori che saranno coinvolti da nuovi accordi di solidarietà, dando mandato alla giunta regionale, d’intesa con le parti sociali, di formulare le migliori forme di incentivo e di sostegno.

LA STABILIZZAZIONE DELL’OCCUPAZIONE – Molto positivo per la Cisl è in particolare l’attenzione rivolta alle piccole imprese per le quali la legge nazionale che regola il ricorso ai contratti di solidarietà è debole, il richiamo alla possibilità dei contratti di solidarietà espansivi, ovvero che stabilizzano occupazione precaria tramite la riduzione degli orari di tutti i lavoratori, e la disponibilità a cofinanziare gli interventi di sostegno che gli enti bilaterali (a partire da quello dell’artigianato) stanno già prevedendo.

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