A novembre 191 licenziamenti nel bresciano, 2.158 in Lombardia

La Lombardia ha contato in novembre altri 2.158 lavoratori licenziati, ben trecento in più del mese precedente. Leggermente meglio il dato bresciano: 191 licenziamenti a novembre rispetto ai 240 del mese di ottobre. A livello regionale però, i numeri mostrano l’entità della crisi in tutta la sua gravità: a fine novembre, con 22.810 licenziamenti collettivi da inizio anno è già stato superato il record negativo dei 20.421 del 2012. E purtroppo la stima e che a fine 2013, contando anche i posti di lavoro persi nelle aziende sotto i 15 dipendenti, si arriverà ad oltre 75mila licenziamenti.

Dall’inizio dell’anno ad oggi gli iscritti alle liste di mobilità Legge 223/91 nel bresciano sono stati 2.473 (gennaio 183; febbraio 278; marzo 317; aprile 245; maggio 422; giugno 229; da luglio a settembre 368; ottobre 240, novembre 191).

Per la Cisl, che ha raccolto e diffuso i dati sugli i – deve partire con forza una battaglia per il manifatturiero, per difendere le imprese che investono sul lavoro. “In questi anni si è creata una cultura anti industriale – ha detto il Segretario generale della Cisl Gigi Petteni – e ne stiamo pagando le conseguenze. Occorre tornare a fare politiche per l’industria per l’intero paese, a partire dalla Lombardia. Se le aziende scappano per andare nel Canton Ticino è perché hanno bisogno di politiche diverse sui temi dell’energia, delle infrastrutture, della formazione”.

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