Alla “Fausta” di Rudiano la protesta e la delusione delle lavoratrici

2Un’altra prestigiosa azienda di confezioni tessili chiude i battenti. È la “Fausta” di Rudiano, che dopo cinquant’anni di attività ha deciso di cessare l’attività lasciando 25 dipendenti senza lavoro. “La passione e l’impegno mostrate dalle lavoratrici in decenni di produzione di alto livello – commenta Beppe Marchi, Segretario generale della Femca Cisl provinciale – non sono bastate a far tentare alla proprietà strade diverse. La chiusura dell’azienda ha sicuramente radici nelle difficoltà di mercato derivanti dalla globalizzazione e aggravate dalla crisi, ma è anche conseguenza di una scelta di disimpegno”.

Lavoratrici e sindacato lo hanno ribadito nel pomeriggio con una manifestazione che ha avuto inizio con un presidio davanti all’azienda, proseguita in un corteo che ha attraversato le vie del paese e terminata in Municipio dove nella sala consiliare si è svolto un incontro con il vice sindaco Pietro Vavassori. Alla manifestazione hanno preso anche alcune lavoratrici della ICC di Rovato, una camiceria che nei mesi scorsi ha cessato l’attività.

Non vogliamo restare sulle spalle dello Stato e di nessuno: vogliamo semplicemente lavorare“, hanno detto le lavoratrici spiegando il loro stato d’animo al rappresentante dell’Amministrazione comunale, chiedendo che si attivino percorsi per la ricollocazione e affinché non si disperda un patrimonio di esperienza e di affermata tradizione. Il vice sindaco si è impegnato a promuovere un incontro con la proprietà ed ha assicurato una presenza attiva del Comune a fianco delle dipendenti.

“Oggi, al termine di sei mesi di cassa integrazione ordinaria – spiega Maria Rosa Mondini della Segretaria Femca Cisl di Brescia – la strada obbligata è quella della richiesta di un anno di cassa integrazione straordinaria. Nella speranza, e noi ci adopereremo per questo, che per le lavoratrici si aprano opportunità di ricollocazione e di reimpiego”.

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