Caffaro: istituzioni e sindacati cercano una soluzione per evitare il trasferimento

Il tempo non è nostro alleato. Occorrono risposte”. Al termine dell’incontro sulla Caffaro nella sede di Brescia della Regione, Rino De Troia, componente della Segreteria della Femca Cisl di Brescia, sottolinea così una variabile non secondaria della vertenza apertasi nella fabbrica bresciana dopo che la società ha avanzato l’ipotesi di trasferire la produzione in cerca di costi energetici più bassi. La convocazione del tavolo Istituzionale regionale – presenti istituzioni, rappresentanti aziendali e organizzazioni sindacali confederali e di categoria – segue l’audizione del primo ottobre alla Commissione Attività produttive del Consiglio Regionale.

L’OBIETTIVO – Il primo intervento della riunione è stato quello del Segretario provinciale della Cisl, Enzo Torri, che ha sinteticamente ripercorso la vicenda del rilancio della Caffaro con l’accordo sindacale di due anni fa e gli sviluppi registrati in questi ultimi mesi, ribadendo con forza che l’obiettivo sindacale è quello del mantenimento della produzione nel sito cittadino e della salvaguardia dell’occupazione.

I PROBLEMI DELL’AZIENDA – L’azienda ha dichiarato che l’incidenza del costo dell’energia sul costo del prodotto è del 42% e che ciò determina oggettivi problemi di competitiva sul mercato.

I LAVORATORI: SULL’EFFICIENZA E’ STATO FATTO IL MASSIMO – Per la Femca Cisl Rino De Troia ha rimarcato che tutto ciò che poteva essere fatto dai lavoratori per rendere l’azienda più efficiente e stato fatto attraverso la qualificazione professionale, percorsi per obiettivo largamente condivisi e un costante spirito di collaborazione, per cui ulteriori spazi di manovra su questo versante erano esauriti.

UNA LEGGE REGIONALE SULLA COMPETITIVITÀ? – Regione Lombardia ha spiegando che sul costo dell’energia restano aperte le iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento a livello politico, mentre ha ventilato la possibilità di una nuova legge regionale che potrebbe accompagnare e sostenere accordi sulla competitività con possibili interventi sulla riduzione dell’Irap e la messa a disposizione di fondi da destinare all’innovazione e la ricerca.

LA QUESTIONE DEL POMPAGGIO DELL’ACQUA – Nel corso della riunione è stato anche toccato il tema del sistema di controllo del livello della falda acquifera che viene tenuta a distanza dagli strati del suolo inquinati negli anni Ottanta dal pcb delle produzioni che insistevano allora sul sito industriale di via Milano: i costi del pompaggio costante dell’acqua e del monitoraggio sono oggi sostenuti dall’azienda in base all’accordo sindacale di due anni fa. Se venisse a mancare l’attività produttiva i costi verrebbero trasferiti al Comune che dovrebbe anche provvedere alle professionalità necessarie per la gestione.

NUOVO INCONTRO A FINE MESE – La riunione del tavolo istituzionale regionale sulla Caffaro è stata aggiornata a fine mese. L’attesa è sulla possibilità che la Regione dia corso alla nuova legge per la competitività delle imprese dalla quale, si spera, potrebbe venire un concreto incentivo al ripensamento delle intenzioni della Caffaro Brescia Spa.

UNA NOVITÀ COMMERCIALE – Intanto l’azienda ha rimodulato l’accordo con la DuPont, il colosso internazionale che è partner strategico della Caffaro: il sito bresciano continuerà a fornire clorito di sodio alla DuPont per la commercializzazione all’estero mentre sarà la Caffaro Brescia Spa (con vantaggi commerciali evidenti) ad occuparsi del mercato Italiano.

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