Dalla parte degli allevatori e dei forestali lombardi. Sindacati preoccupati

Federazione-AllevatoriChiediamo al Ministro dell’Agricoltura “un intervento deciso” in favore degli allevatori e dei forestali lombardi, “perché il mondo agricolo arrivi ad Expo 2015 ancora in grado di competere con il resto dell’Europa e non ridotto, come sta avvenendo, ad un settore marginale”.

ANALISI PREOCCUPATA – Quello lanciato da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Lombardia non è soltanto un appello ma anche una preoccupata analisi della situazione per la mancanza di chiarezza sul rapporto tra Legge di stabilità e Piano di sviluppo rurale. Secondo l’Assessore regionale all’agricoltura – in polemica con il Ministero – i vincoli della legge impedirebbero di usare le risorse del Piano di sviluppo rurale a disposizione del mondo agricolo.

LA SPACCATURA TRA LE ISTITUZIONI – I Sindacati di categoria vedono in questa polemica una spaccatura tra le istituzioni sulle strategie da usare per aiutare il settore agricolo, cosa assai grave se considerata nella prospettiva di Expo 2015.
Secondo l’Assessore regionale, se i finanziamenti per i progetti del Piano di Sviluppo Rurale e quelli a sostegno delle Associazione degli allevatori non fossero svincolati dal “patto di stabilità” sarebbe impossibile qualsiasi intervento di cofinanziamento.

A RISCHIO RUOLI FONDAMENTALI – Nell’appello al Ministro dell’Agricoltura Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil mettono in rilievo il ruolo delle associazioni allevatori e dei forestali nella difesa della salute dei cittadini e nella tutela ambientale.
Le prime, scrivono le organizzazioni sindacali, “svolgono un compito fondamentale di controllo per la sicurezza alimentare aiutando a rendere tutta la filiera – allevamento delle carni, produzione e trasformazione del latte – con caratteristiche di qualità superiori al livello europeo. Il settore Forestale, invece, seppur ridotto numericamente ai minimi termini lavora nel tentativo di salvaguardare il più possibile il territorio montano dai dissesti idrogeologici che ormai colpiscono la maggior parte del nostro territorio”.

ALLARME OCCUPAZIONALE – La mancanza o il blocco dei finanziamenti avrebbe dunque conseguenze gravi, e ricadute occupazionali serie: in gioco ci sono 450 posti di lavoro nelle Associazioni allevatori e 400 nel nel forestale.

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