Il 30 novembre manifestazione nazionale dei sindacati della scuola

Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Cofnsal e Gilda terranno una manifestazione nazionale a Roma il 30 novembre contro la legge di stabilità. Lo hanno deciso oggi nel corso della riunione congiunta dei gruppi dirigenti delle diverse sigle sindacali.

Non una generica protesta – spiega Cisl Scuola – ma la richiesta di modifiche alla legge di stabilità, insieme a quella di veder convertito in legge il decreto con le misure urgenti per l’istruzione con misure importanti come il nuovo piano triennale di assunzioni. Quello dell’istruzione e della formazione è un tema sul quale si vanno ripetendo promesse e proclami: vogliamo una vera e propria costituente per la scuola“.

 

l documento di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda

CAMBIAMO LA LEGGE DI STABILITÀ

NO ALLA DOPPIA PENALIZZAZIONE DEL BLOCCO DEL CONTRATTO
E DEL BLOCCO DELLE PROGRESSIONI ECONOMICHE DI ANZIANITÀ

Esprimiamo netto dissenso sui provvedimenti che prevedono il blocco del contratto, degli scatti di anzianità e dell’Indennità di Vacanza Contrattuale. Ancora una volta si è voluto infliggere a chi lavora nella scuola un’intollerabile penalizzazione, che non si spiega né si giustifica con le difficoltà finanziarie del paese.

È inaccettabile che si prelevino dalle tasche dei lavoratori ulteriori risorse, come avviene rastrellando la quota di economie da reinvestire sulla scuola per la valorizzazione della professionalità; così facendo si indebolisce ancor di più il potere d’acquisto delle retribuzioni, peraltro già basso, mentre mancano per i lavoratori pubblici gli annunciati interventi di riduzione della pressione fiscale.

NO AD INCURSIONI LEGISLATIVE IN MATERIA CONTRATTUALE

L’idea di un rinnovo contrattuale che riguardi la sola parte normativa non ci trova disponibili; la contrattazione è una leva importante di miglioramento del sistema che va sostenuta e valorizzata. Occorrono invece più certezze sui diritti contrattuali, messi continuamente in discussione da interventi legislativi, come avviene anche con il decreto legge n. 104/2013.

SERVONO INVESTIMENTI E STRUMENTI DI INTERVENTO

L’esigenza di passare dalla politica dei tagli, che ha indebolito nell’ultimo decennio l’intero settore formativo, a quella degli investimenti non trova ancora adeguata risposta nell’azione del Governo, che risulta sotto questo profilo insufficiente. Il “decreto Istruzione”, al vaglio dell’approvazione parlamentare, è solo un pallido inizio di un’indispensabile inversione di tendenza.

Le risposte che il mondo della scuola e il suo personale si attendono devono arrivare con un rinnovo contrattuale adeguato ai bisogni di un mondo della formazione in continua evoluzione; serve un contratto che riconosca e valorizzi il lavoro di docenti, personale educativo, dirigenti e ATA per gli aspetti economici e normativi e potenzi l’autonomia scolastica. Rispetto a ogni ipotesi di rivisitare la struttura salariale, l’anzianità va considerata anche per il futuro uno dei parametri utilizzati per riconoscere e valorizzare la professionalità, come avviene anche negli altri paesi europei.

La contrattazione nazionale e quella di istituto, con regole certe e trasparenti, sono strumenti ineludibili per individuare in maniera condivisa, e quindi rafforzare, i processi di modernizzazione e innovazione del sistema. Anche per questa via è possibile valorizzare, facendo leva sul loro protagonismo, il lavoro di docenti, personale educativo, dirigenti e ATA, di cui per troppo tempo non è stato adeguatamente riconosciuto il ruolo fondamentale che svolgono nell’ambito dell’istruzione e della formazione.

CHIEDIAMO

Un piano pluriennale di investimenti, per allineare la spesa per istruzione e formazione alla media europea; le risorse vanno trovate aggredendo la spesa pubblica improduttiva, rendendo meno oneroso l’assetto politico istituzionale, eliminando sprechi e contrastando duramente l’utilizzo improprio delle risorse pubbliche, combattendo la scandalosa evasione fiscale, intervenendo sulle rendite finanziarie.
Il rinnovo del contratto nazionale e il pagamento degli scatti di anzianità, a partire dall’annualità 2012, con il reperimento delle economie appostate nei bilanci del MEF e del MIUR.
La stabilità degli organici, con l’introduzione dell’organico funzionale e pluriennale
Continuità e prospettiva, a partire dal nuovo piano triennale di assunzioni, ai percorsi di stabilizzazione del personale su tutti i posti disponibili e vacanti per docenti ed ATA.
Un piano nazionale di formazione per docenti, personale educativo, ATA e dirigenti, sostenuto da adeguate risorse.
Il ripristino delle posizioni economiche orizzontali del personale ATA.
La risoluzione delle questioni aperte su inidonei e docenti ITP (C999 e C555) e sui pensionamenti “quota 96”.
Garanzia del sostegno agli alunni disabili.

MOBILITAZIONE DELLA CATEGORIA

Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e Gilda FGU indicono una manifestazione nazionale a Roma per il giorno 30 novembre 2013.

Roma, 28 ottobre 2013

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