Socio-sanitario, intesa sui fondi per le persone fragili e non autosufficienti

politiche_socialiAccordo raggiunto in Regione tra Cgil, Cisl, Uil Lombardia – unitamente alle rispettive federazioni di categoria dei pensionati Spi, Fnp e Uilp – e l’Assessorato alla Famiglia e alla Solidarietà sui primi provvedimenti di attuazione del decreto che ha istituito il Fondo Famiglia. Un’intesa che accoglie le richieste e le proposte avanzate ripetutamente dai sindacati a sostegno della permanenza delle persone fragili e non autosufficienti al proprio domicilio.

Il sostegno alla domiciliarietà – sottolinea Ugo Duci, Segretario regionale Cisl Lombardia – è un primo importante aspetto di un’intesa che per la prima volta trasferisce una quota significativa di risorse dal capitolo della spesa sanitaria a quella socio-sanitaria. Una scelta che sindacati, Comuni e realtà del Terzo settore sollecitano da tempo, data l’esiguità di risorse a bilancio per il settore socio-sanitario (1,65 milioni di euro contro i 17 miliardi del sanitario), e che finalmente si potrà tradurre in pratica”.

I primi interventi decisi ieri, e già oggi all’esame della giunta, prevedono un finanziamento iniziale di 50 milioni di euro a sostegno di interventi sociosanitari rivolti a persone che presentano condizioni di fragilità e di non autosufficienza (minori con gravi disabilità, persone affette da demenza/Alzheimer e patologie di natura psicogeriatrica, minori vittime di violenza, ludopatie), che finora avevano trovato solo parziali risposte nella rete dei servizi. Il provvedimento prevede inoltre una integrazione tra Asl e Comuni nella risposta ai bisogni sul territorio attraverso l’attivazione di un percorso di presa in carico e di valutazione multidimensionale del bisogno.

“Una giusta risposta – commenta Duci – a quanti si trovano in una situazione di fragilità. Mentre l’approccio dell’ultimo anno di giunta Formigoni era la monetizzazione del welfare, l’accordo siglato ieri con l’assessore Cantù va in direzione completamente diversa e afferma la presa in carico dei bisogni particolari di ogni malato e della sua famiglia, tenendo conto delle diverse specificità”.

Nel comunicato diffuso ieri i sindacati sottolineano la positività del metodo di confronto, fondato sul coinvolgimento preventivo delle parti sociali. Si è infatti convenuto di incontrarsi nuovamente a breve sui criteri di utilizzo della quota regionale del Fondo nazionale per le Politiche sociali.

lombardia.cisl.it

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