Per Agfa Manerbio la strada (in salita) è quella della reindustrializzazione

agfaAssemblea oggi dei lavoratori Agfa di Manerbio per una valutazione della vertenza – la multinazionale belga ha deciso la chiusura dello stabilimento bresciano e da luglio i dipendenti sono in presidio permanente davanti all’azienda – dopo l’incontro di lunedì al Ministero dello Sviluppo economico tra i rappresentanti aziendali, sindacali e istituzionali. La multinazionale ha ribadito che la decisione di chiudere il sito di Manerbio è irrevocabile ma si è detta disponibile ad un percorso per trovare soluzioni all’impatto sociale di queste scelte.

Riferendo della riunione al Ministero il quotidiano Bresciaoggi ha scritto che l’azienda ha mostrato una disponibilità sulla “proposta della Fim Cisl di Brescia (presente all’incontro con il Segretario generale Laura Valgiovio) di valutare proposte che contemplino anche la disponiblità del sito in locazione gratuita per una reindustrializzazione, così come avvenuto a Verolanuova per la Brand”.

A Regione e Comune – continua il giornale – è stata chiesta la disponibilità ad affiancare il piano. In una prima fase l´azienda ha anche detto di aver valutato tutte le proposte fatte dalla Regione Lombardia (tra cui l´avvio di un centro di ricerca), ma il presidente di Agfa ha ribadito che non vi è nessuna opportunità strategica per Agfa nel rimanere. Il tema sullo sfondo è sempre quello della riduzione della capacità produttiva (Manerbio vale un -7% rispetto ad un esubero del 20%). La Regione ha ribadito di preferire la via che porti alla continuità industriale ed ha invitato l´azienda a farsi carico di trovare un imprenditore che subentri con continuità produttiva ed un progetto chiaro, che il Ministero ha ulteriormente sollecitato, sia ad Agfa che alla Regione stessa lasciando quindi aperto il tavolo fino a quando non ci saranno novità in questo senso”.

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