Riforma Aler, la Regione accoglie le richieste Cisl: no a un’azienda unica

casapresidioSulla riforma delle ALER la Regione accoglie la sollecitazione della Cisl: non ci sarà un’unica azienda centralizzata. Lo ha comunicato il presidente della “Commissione Territorio e Infrastrutture”, Alessandro Sala, nel corso dell’incontro che i rappresentanti della Cisl hanno avuto con il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, a margine dei lavori d’aula.

LA COMMISSIONE – La Commissione sta lavorando in modo serio e approfondito affrontando con grande responsabilità ogni aspetto della riforma, dimostrando di non voler distruggere il modello esistente – ha detto Raffaele Cattaneo -. Ben vengano contributi e proposte concrete anche da parte della Cisl in merito non solo alla governance, ma anche ai contenuti della riforma nella direzione di forte attenzione e sensibilità sociale da tutti auspicata. Il 26 novembre porteremo in Aula il progetto di legge di riforma che auspico possa essere la soluzione e la risposta migliore alle attese e alle domande sollevate”.

UNA SOLUZIONE DI EQUILIBRIO – “Per quanto concerne la governance dell’ALER – ha sottolineato il presidente della Commissione Territorio e Infrastrutture Alessandro Sala – non si andrà verso una soluzione finale che prevede la creazione dell’azienda unica. Troveremo una soluzione di equilibrio in grado di garantire un contenimento della spesa e di dare contemporaneamente risposte dal punto di vista sociale, anche attraverso la ristrutturazione del patrimonio edilizio”.

INNALZARE IL LIVELLO DI PROTEZIONE SOCIALE -I sindacati hanno sottolineato soprattutto la necessità di salvaguardare il ruolo sociale delle Aler. “Questa discussione – ha detto Pierluigi Rancati, Segretario generale Sicet Cisl Lombardia – non può prescindere da quello che è per noi il tema fondamentale: in quale modo la Regione Lombardia intende garantire la funzione sociale che le Aler devono continuare a svolgere? Dobbiamo misurarci con un sostanziale impoverimento della domanda abitativa che chiede conto di politiche che innalzino il livello di protezione sociale”.

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