Caffaro, due mesi per scongiurare la chiusura

cafafro-cancelliRestano solo due mesi per scongiurare la chiusura della Caffaro. E’ un grido d’allarme quello che i sindacati hanno portato ieri pomeriggio alla Commissione Attività produttive del Consiglio Regionale. La risposta emersa al termine dell’audizione è quella di un tavolo interassessorile che metta al centro dell’attenzione le questioni produttive e occupazionali, oltre a quella ambientale, messe a rischio dalla volontà dell’azienda di interrompere la produzione a Brescia trasferendola a Torviscosa, in Friuli.

Al tavolo parteciperanno gli Assessori regionali Valentina Aprea (Lavoro), Mario Mantovani (Salute), Mario Melazzini (Attività produttive) e Claudia Maria Terzi (Ambiente), unitamente ai vertici aziendali e ai rappresentanti sindacali.

Il primo problema da considerare è quello occupazionale con sessanta i posti di lavoro a rischio e altrettante famiglie che da mesi seguono con crescente preoccupazione il rincorrersi delle notizie sul futuro dell’azienda. Affrontarlo con serietà significa intervenire sui costi dell’energia che la Caffaro sostiene attualmente, indicati dalla proprietà come la principale ragione dell’ipotesi di trasferimento.

Non meno grave è quello ambientale. Va considerato che l’abbandono del sito di via Milano interromperebbe il pompaggio dell’acqua dalla falda sottostante – compito che l’azienda ha assunto due anni fa insediandosi a Brescia – per impedire che la falda entri in contatto con gli inquinanti presenti nel terreno e che sono eredità del passato della Caffaro.

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