Fim, UIlm e Confimi firmano il contratto per le piccole imprese metalmeccaniche

Confimi (organizzazione nata per scissione dalla Confapi), Fim Cisl e Uilm Uil hanno sottoscritto oggi il contratto nazionale di lavoro per la piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica e della installazione di impianti.

Confimi Impresa Meccanica, Fim e Uilm attraverso questo contratto, s’impegnano direttamente per il rilancio del sistema produttivo del settore ponendo le basi per una nuova fase di sviluppo industriale basata sul confronto sociale attraverso la disciplina delle seguenti misure:
– un contratto che permetta alle Parti sociali di intervenire, nel corso della sua vigenza, anche a livello territoriale e aziendale, in una fase complessa del Paese, per integrarne e gestirne l’applicazione in base ad indicatori specifici;
– interventi mirati a sostenere le aziende in crisi e a favorire lo sviluppo e la crescita;
– la costituzione di un Comitato tecnico-scientifico per le piccole e medie industrie metalmeccaniche per l’attuazione del presente contratto;
– la definizione di un aumento salariale che possa contribuire a far fronte ad una situazione di reale disagio sociale;
– la disciplina di un orario di lavoro utile alla competitività del sistema industriale inteso nella sua complessità ed attento alle esigenze delle persone;
– il trattamento in caso di malattia che sostenga il lavoratore in caso di eventi gravi e limiti comportamenti impropri;
– una disciplina dei congedi parentali in grado di rispondere a situazioni di difficoltà;
– forme di welfare integrativo in grado di contribuire ad un miglioramento della situazione del lavoratore.

Più nel dettaglio, il contratto, che dura 36 mesi e scadrà quindi il 31 maggio 2016, definisce i minimi salariali nazionali.
Rispetto agli attuali minimi in vigore nel settore si realizza un incremento di 130 euro medi a regime. Il primo aumento decorrerà con il nuovo contratto dal 1 settembre 2013, il secondo dal 1 giugno 2014 e il terzo dal 1 giugno 2015. Inoltre verrà erogata una somma a copertura di 105 euro a titolo di Una tantum.

Sono state adeguate le nuove tabelle relative alla reperibilità e alla trasferta.

Il regime della flessibilità degli orari, confermando la durata massima di 40 ore ordinarie, consente alle imprese, con accordo a livello aziendale sulle modalità di gestione, di utilizzare fino ad 80 ore annue per far fronte a esigenze produttive nell’ambito di una variazione settimanale degli orari fino a 48 ore, compensate da analoghe riduzioni fino a 32 ore. Se la variazione è invece compresa tra 45 e 35 ore può essere attivato con esame preventivo con le Rsu.

E’ stata prestata particolare attenzione alla tutela delle malattie, operando anche una semplificazione della normativa. Ogni malattia ai fini del trattamento economico, farà a sé e verrà retribuita garantendo il 100% per i primi periodi e l’80% per i periodi successivi. E’ prevista una penalizzazione per un ricorso improprio alle ripetute malattie brevi che si realizzano nell’arco dell’anno.

E’ stato concordato un utilizzo dei permessi retribuiti più rispondente alle esigenze dei lavoratori.

Fim e Uilm svolgeranno le assemblee per l’informazione dei lavoratori e la consultazione degli iscritti, il contratto sarà infine sottoposto all’approvazione da parte dei rispettivi Organismi entro il mese di ottobre.

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