Riva Acciaio, ore decisive. Dai giudici i chiarimenti necessari alla ripresa

verona, manifestazione riva acciaioCi sono voluti undici giorni ma al termine della giornata che ha visto i lavoratori di Riva Acciaio manifestare a Verona, arrivano dai magistrati di Taranto i chiarimenti necessari a far ripartire – si spera nel giro di poche ore – gli impianti bloccati dal sequestro dei beni mobili e immobili disposto il 12 settembre dal Giudice delle indagini preliminari Patrizia Todisco.

Le novità sono in un provvedimento di tre pagine che la Procura ionica ha notificato stasera al custode e amministratore giudiziario dei beni sequestrati, Mario Tagarelli.

Innanzitutto la Procura di Taranto chiarisce che con il decreto di sequestro preventivo di beni al Gruppo Riva «non è stata posta alcuna preclusione all’uso dei beni da parte del soggetto proprietario». Aggiunge che spetta all’amministratore giudiziario gestire i soldi sequestrati al Gruppo Riva, compresi i pagamenti, «purchè venga assicurata la prosecuzione dell’attività aziendale e salvaguardate le finalità del sequestro». Precisa che le liquidità sequestrate al Gruppo Riva «non confluiscono nel Fondo unico di giustizia» e le somme non possono essere reimmesse nel possesso della proprietà perché ciò equivarrebbe ad un dissequestro. E afferma infine che il decreto di sequestro dei beni del Gruppo Riva «non riguarda i crediti» vantati dallo stesso nei confronti dei clienti.

Il provvedimento ha il valore di una sentenza e mette fine alle incertezze interpretative del primo provvedimento che ha portato alla decisione della proprietà di chiudere i sette stabilimenti Riva Acciaio, tre dei quali in Valle Camonica.

Un pronunciamento atteso, sollecitato fin dal primo momento dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori, dagli amministratori pubblici e dalla stessa azienda; ma soprattutto dal Governo nella convinzione che i chiarimenti del Gip di Taranto avrebbero ridato immediata operatività alle fabbriche bloccate.

Alla luce del provvedimento quasi sicuramente non si rende più necessario il decreto che comunque il Governo ha predisposto nei giorni scorsi e che sarebbe andato all’approvazione del Consiglio dei Ministri convocato per venerdì.

Per i 434 lavoratori delle fabbriche Riva Acciaio in Valle Camonica – che oggi pomeriggio riceveranno la visita del Vescovo Luciano Monari – sono queste ore decisive. Soltanto alla riapertura dei cancelli delle aziende e alla ripresa dell’attività la vicenda potrà dirsi veramente conclusa.

Etichette: , ,