Rilanciare la sfida del manifattuiriero

conferenza stampa post giuntaBrescia è il luogo più adatto per lanciare una sfida che deve vederci protagonisti: un rilancio, anche culturale, del manifatturiero in Lombardia e nel Paese. Nonostante le carenze delle politiche industriali, nonostante le drammatiche difficoltà di questi ultimi anni, l’Italia è ancora il secondo paese manifatturiero. Da qui occorre ripartire per difendere le nostre specificità, rilanciarle e diventare più forti”.

Lo ha detto il Segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, intervenendo a conclusione dell’incontro “Le politiche che servono oggi al lavoro” che si è tenuto questa mattina nell’Auditorium della Cisl di Brescia e che ha avuto come autorevole interlocutore il sottosegretario al Ministero del Lavoro Carlo Dell’Aringa.

TORRI (CISL): CAMBIARE IL PARADIGMA
Ad introdurre i lavori della mattinata è stato il Segretario generale della Cisl bresciana, Enzo Torri: “Gli ammortizzatori sociali sono indispensabili in alcune fasi, ma non possono essere una risposta quando la disoccupazione tocca il 12% come a Brescia: servono le politiche attive, abbiamo bisogno di un cambio di paradigma sociale, economico, politico ma anche sindacale, serve più cooperazione”.

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ASTORI (AIB): BATTAGLIA COMUNE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE
Il vicepresidente dell’Associazione Industriale Bresciana, Fabio Astori, ha riconosciuto il valore di un rinnovamento nelle relazioni tra le parti sociali, per una battaglia contro la disoccupazione, contro l’impoverimento che deriva dalla perdita della tradizione industriale e per un recupero di produttività che non può che essere comune.

PETTENI (CISL LOMBARDIA): TRADURRE IN CONCRETO GLI ACCORDI
“Dobbiamo partire dall’accordo di Genova sulla produttività – ha aggiunto Petteni a questo proposito – e tradurlo in fatti concreti per le persone che rappresentiamo. La crisi può e deve essere un’occasione per riprogettarci, focalizzare i costi che hanno gravato sulle imprese e vedere che fare per ricostruire condizioni di competitività del sistema, per ricreare occupazione e ricchezza”.

DELL’ARINGA (GOVERNO): EQUITÀ E SVILUPPO
Ammortizzatori, riforma delle pensioni e del lavoro, politiche per la crescita sono stati alcuni dei punti al centro dell’intervento del sottosegretario al Lavoro, che ha sottolineato, in particolare, i tre fattori strategici per rilanciare lo sviluppo e creare occupazione: intervenire sul cuneo fiscale, potenziare le politiche industriali, rendere più efficiente la pubblica amministrazione. “Occorre coniugare equità e sviluppo – ha detto Dell’Aringa -e pur coi limiti dei vincoli di bilancio la legge di stabilità potrà essere un’occasione importante. Occorre trovare risorse per sostenere il reddito di chi ha bisogno, incentivare l’occupazione giovanile anche potenziando i servizi per l’impiego, oggi ancora troppo marginali rispetto agli altri Paesi”. “Siamo tra gli ultimi posti nel mondo nell’alternanza tra scuola e lavoro – ha aggiunto – e in questi contesti può diventare strategico agevolare la diffusione dell’apprendistato di primo livello, a patto però di coinvolgere pesantemente anche il mondo dell’istruzione”.

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