Lavoro e società a Gardone Val Trompia. Se ne discute venerdì in un convegno

Guido BaglioniEconomia e società a Gardone Val Trompia negli anni ’40“. E’ il titolo del saggio di Guido Baglioni, valtrumplino di nascita, professore emerito di Sociologia all’Università di Milano-Bicocca, che la rivista «Storia urbana» ha voluto pubblicare nel suo ultimo numero. Il Comune di Gardone Val Trompia e la Cisl di Brescia ne hanno preso spunto per l’organizzazione di un convegno che avrà luogo venerdì 20 settembre alle 20,30 nella sala conferenze della Biblioteca di Gardone.

A dialogare con l’autore saranno Roberto Chiarini, professore di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, Carlo Carozzi, direttore della rivista «Storia Urbana» e Giancarlo Provasi, professore di Economia all’Università degli Studi di Brescia. Il convegno sarà aperto dal saluto del Sindaco di Gardone Val Trompia Michele Gussago; i lavori verranno coordinati da Enzo Torri, Segretario generale della Cisl di Brescia

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Nelle prime righe del saggio, Baglioni, che pur vivendo a Milano ha sempre mantenuto con Gardone rapporti significativi, spiega la genesi della “testimonianza” al centro del convegno:

Tempo fa, invitato a tenere una conversazione al Forno di Tavernole, non ho scelto un tema economico-sociale o di relazioni industriali, uno di quelli di cui mi occupo da parecchi decenni. Sono, invece, tornato al passato, agli anni della mia adolescenza, perché mi sembrava più significativo e coinvolgente tentare di narrare e di rappresentare la realtà di Gardone in un periodo cruciale, drammatico e, subito dopo, di rinascita. Per questa scelta hanno contato ovviamente la componente soggettiva, la pressione della memoria, il ritorno alle “radici”, una soffusa malinconia (senza una più impegnativa nostalgia) verso un momento e un mondo, nei quali sono diventato adulto. Il momento di riferimento comprende gli anni della seconda guerra mondiale, della resistenza e dell’immediato dopoguerra. (…) Ricordi, osservazioni, confronti e valutazioni che ho conservato a lungo nel ripostiglio della memoria, recentemente “scongelati” e rielaborati con gli occhi attuali di un anziano sociologo dell’industria e del lavoro”.

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