Fallisce il referendum contro l’accordo OMR

OFFICINE MECCANICHE REZZATESIOfficine Meccaniche Rezzatesi, 375 lavoratori; in 132 vanno a votare il referendum indetto venerdì dalla Fiom contro l’accordo sul premio di risultato alla OMR di Rezzato, accordo firmato dalla Fim Cisl e dalla Rsu su mandato dei lavoratori; solo in 72 votano per il no ma la Fiom canta vittoria. L’arrampicata sui vetri dei metalmeccanici della Cgil continua. Tocca ancora una volta a Laura Valgiovio, Segretario generale della Fim Cisl, schiarire le idee ai colleghi con una nota pacata nei toni ma pungente nel contenuto.

 

IL COMUNICATO DELLA FIM CISL
DOPO IL REFERENDUM DELLA FIOM
CONTRO L’ACCORDO SUL PREMIO DI RISULTATO ALLA OMR DI REZZATO

UN REFERENDUM SENZA MAGGIORANZA – I lavoratori hanno definitivamente confermato l´apprezzamento del contratto aziendale firmato dalla Fim e dalle Rsu unitariamente dopo il mandato a larga maggioranza degli addetti, non partecipando al referendum promosso dalla Fiom, che non ha raggiunto la maggioranza dei votanti.

La Fiom che nei giorni scorsi non ha firmato l’accordo, ha presentato ai lavoratori le sue contrarietà nell’assemblea tenuta in concomitanza del referendum e i lavoratori non l’hanno seguita. Infatti solo 132 lavoratori su 375 aventi diritti ha espresso il suo giudizio e di questi solo 72 ha detto no.

SEMPRE CONTRO – Malgrado gli ormai 5 anni di crisi – che chiama le parti sociali, aziende e sindacati ad essere maggiormente responsabili e a mettere le basi per salvaguardare le aziende per il bene dei lavoratori e delle famiglie – assistiamo ancora a modelli sindacali d’altri tempi che agiscono “contro” anziché “per”. Ma questo accade solo a Brescia.

ACCORDO CONCLUSO E CONSEGNATO – La Fim ribadisce che l’accordo – già concluso e consegnato definitivamente firmato ai lavoratori – è nella traccia di tanti accordi sottoscritti a Brescia come nel resto d’Italia ed è nelle regole riconosciute da tutti, ovunque… tranne per qualcuno a Brescia.

UNA SOLLECITAZIONE ALLE IMPRESE CHE GUARDANO AL PASSATO – Ci auguriamo che questo accordo sia da modello anche per molte imprese che ancora scelgono relazioni industriali che guardano agli anni ’70 mettendo a rischio anche il futuro dell’occupazione.

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