Riva Acciaio, Cisl e Fim Lombardia a Maroni: intervenire subito

operai del gruppo riva acciaio all'uscita dalla fabbrica“Chiediamo un autorevole e immediato intervento nei confronti del Governo nazionale e verso lo stesso gruppo Riva, affinché questa scelta venga rivista e si eviti, in un momento già di grave crisi economica per il nostro settore manifatturiero, di affossare ulteriormente così tante imprese e il lavoro di 720 persone”. Lo scrivono Gigi Petteni e Nicola Alberta, Segretario generale della Cisl e della Fim Lombardia, nella lettera inviata questa mattina al presidente della Regione Roberto Maroni.

La Lombardia è stata colpita duramente dalla decisione annunciata dal gruppo siderurgico Riva di mettere immediatamente in libertà i dipendenti degli impianti che lavorano l’acciaio prodotto a Taranto. Tale azione interessa nella nostra regione ben 5 stabilimenti (3 nel bresciano, 1 nel varesino e 1 nel lecchese) oltre che la sede di Milano, per un totale di 720 lavoratori.

La decisione del gruppo Riva – sottolinea Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia – è legata alla disposizione della magistratura di sequestro dei beni della famiglia, non giustificata da alcuna ragione produttiva, economica o finanziaria, stante la buona salute delle aziende in questione ed il contributo e l’impegno che i lavoratori hanno sempre espresso”.

Da qui la richiesta a Maroni di un intervento immediato nei confronti del governo. “Non accetteremo – conclude Petteni – che sia questa la fine della già intricata vicenda che il gruppo sta vivendo. Non vogliamo arrenderci all’idea che in questo paese il lavoro sia contro l’ambiente e che la magistratura sia contro l’economia reale”.

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