Brixia fidelis. Riflessioni attorno all’epigrafe simbolo della brescianità

fidelis-brixia-fidei-et-iusticiaeIl settimanale La Voce del Popolo dedica due pagine del numero oggi in distribuzione ad una riflessione a più voci sull’attualità del motto simbolo della brescianità: Fidelis Brixia Fidei Et Istitiae Consecravit. Per secoli – scrive nel sommario il giornale della Diocesi – queste parole sono state la stella polare per la crescita della città e della comunità che in essa si riconosceva. Oggi, in contesti profondamente cambiati, cosa rappresentano quelle parole?

Per rispondere alla domanda “Voce” ha interpellato anche il Segretario della Cisl provinciale, Enzo Torri, chiedendogli una riflessione nella prospettiva dell’economia e del lavoro. Qui di seguito il testo integrale del contributo.

 

La Voce del Popolo – 5 settembre 2013

FIDELIS, VIRTU’ NECESSARIA
PER AFFRONTARE LE DIFFICOLTA’
SENZA DISPERARE

Personalmente mi ha sempre colpito il valore fortemente laico di quel “fidelis” scolpito nel marmo di Palazzo Loggia. Fedeltà è una parola impegnativa. Letta nella filigrana della storia bresciana – e in modo particolare in quella della sua straordinaria tradizione di impresa e di lavoro – mi sentirei di tradurla nella capacità di affrontare ogni difficoltà senza disperare, senza cedere, senza pretendere che altri se ne facciano carico per noi.

Per una strana coincidenza ne ha scritto proprio domenica “Avvenire” in uno dei suoi editoriali, parlando della “fortezza” come virtù da ritrovare e da vivere. “Una forza spirituale e morale alla quale le generazioni passate attribuivano un’enorme importanza, al punto di chiamarla virtù cardinale. È la capacità di continuare a vivere e resistere nelle lunghe e dure avversità. La fortezza consente di non lasciarsi andare quando ci sarebbero tutte le condizioni per farlo. È la fortezza che ci fa resistere nella ricerca della giustizia in contesti corrotti; che ci fa continuare a pagare le tasse quando troppi non lo fanno; a rispettare gli altri quando non si è rispettati; ad essere non violenti in ambienti violenti”.

Non so se si possano considerare sinonimi, ma a me fedeltà e fortezza dicono cose molto simili. Ed allora la domanda che ne deriva è se Brescia ha saputo tenere fede a questa fedeltà, soprattutto in questi anni di crisi economica ed occupazionale, di bisogni crescenti e inaspettati per migliaia di famiglie.

Credo di sì, credo che anche stavolta i problemi li abbiamo affrontati con coraggio, che non ci siamo limitati a girargli intorno. Brescia ha saputo costruire solidarietà. In molte fabbriche, officine e laboratori artigianali, i lavoratori hanno accettato riduzioni d’orario (e dunque di stipendio) pur di non lasciare nessuno fuori dal processo produttivo. Soggetti diversi hanno messo in comune sapere, esperienza e risorse per dare gambe ad idee imprenditoriali nuove, e ad oggi sono 25 i giovani che con questo progetto hanno un posto di lavoro e un reddito. Ci sono sforzi concreti per mettere in rete le tante specificità del mercato del lavoro.

Anche questa è fedeltà ad una storia che vuole essere tradotta nel nostro presente, per continuare a contrastare egoismi e strumentalizzazioni che zavorrano il dialogo sociale e la ricerca della mediazione necessaria degli interessi tra capitale e lavoro.

Enzo Torri
Segretario generale Cisl Brescia

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