Sindacati e Confindustria d’accordo sulle priorità per la crescita del Paese

genova, 2 settembre 2013I Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi hanno firmato oggi un documento congiunto [qui il testo integrale] che elenca le priorità per la Legge di stabilità e per la crescita del Paese. La presentazione del documento è avvenuta a Genova, dove il leader di Confindustria e i Segretari generali di Cgil Cisl Uil hanno partecipato ad un dibattito promosso dalla Festa nazionale del Partito Democratico.

CHIEDIAMO AL GOVERNO, L’UNICO POSSIBILE, UN CAMBIO DI PASSO – “Siamo in una situazione tale – ha affermato Squinzi – che non possiamo che remare tutti nella stessa direzione. Le cose da fare sono tante, per cui facciamo un appello forte al Governo, l’unico possibile, affinché senta tutta la pressione”. Camusso, Bonanni e Angeletti hanno insistito sulla necessità di cambiare passo per uscire da un dibattito politico che sta perdendo di vista le priorità del Paese e costruire una strategia per conquistare una reale prospettiva di crescita e di sviluppo imperniata sul ruolo dell’industria e del lavoro.

INDUSTRIA E LAVORO – Quattro questioni strategiche per il futuro dell’industria italiana vanno poste al centro dell’azione del governo e delle parti sociali – affermano Confindustria, Cgil, Cisl e Uil nel documento comune in vista della programmazione della legge di Stabilità – partendo dal rafforzamento degli investimenti nell’innovazione a 360 gradi per affrontare e vincere la competizione globale. Insieme allo sviluppo della green economy per garantire un rapporto equilibrato tra attività produttive, tutela della salute e dell’ambiente e crescita di nuove attività economiche. E poi la creazione di una nuova finanza per lo sviluppo per favorire una maggiore capitalizzazione delle imprese e il rilancio degli investimenti produttivi. E, infine, la riduzione del costo dell’energia per il miglioramento della competitività delle imprese nel contesto europeo e globale.

RIDARE UNITARIETÀ AD INTERVENTI DI INTERESSE GENERALE – Occorre la revisione del Titolo V della Costituzione, per restituire allo Stato la possibilità di intervenire unitariamente su alcune materie di interesse generale, come la semplificazione, le infrastrutture, l’energia, le comunicazioni, il commercio estero. Conseguentemente vanno rivisti i livelli istituzionali – si legge ancora nel testo del documento – creando enti dimensionati ai nuovi compiti e in grado di gestire con efficienza le funzioni attribuite. Questo significa abolire le Province, aumentare la soglia dimensionale dei piccoli Comuni, istituire le Città metropolitane e, coerentemente, ridurre drasticamente il numero dei componenti degli Organi elettivi a tutti i livelli di Governo.

UN’ANALISI SELETTIVA DELLA SPESA PUBBLICA – Confindustria e sindacati chiedono anche una seria politica di revisione della spesa pubblica per garantire servizi di qualità a cittadini e imprese. Una spending review diversa rispetto a quella finora attuata, non più basata su una logica di tagli lineari, che hanno colpito indistintamente tutti gli enti, quelli virtuosi e quelli inefficienti, rischiando cosi’ non solo di non eliminare le inefficienze, ma di ridurre l’efficienza di quelle parti della pubblica amministrazione virtuosa, e scaricando i tagli su aumenti di tariffe e imposte locali. Occorre ora svolgere un’analisi selettiva della spesa pubblica a tutti i livelli di governo, coinvolgendo la revisione delle funzioni svolte dalle amministrazioni centrali e da quelle decentrate, riducendo i costi impropri della politica e definendo i costi standard, che vanno attuati rapidamente come metodo di finanziamento delle amministrazioni pubbliche. Tutto ciò va realizzato in un quadro di riforma della pubblica amministrazione e dell’erogazione dei servizi pubblici.

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