Il taglio dell’IMU non deve essere scaricato sugli inquilini

inquilini e service taxLa cancellazione dell’IMU e l’istituzione da gennaio di una “tassa di servizio” sulla casa ha messo in allarme gli inquilini e i consumatori. Si tratta di un’operazione inaccettabile perché scarica sugli inquilini oneri che devono essere dei proprietari – affermano in sostanza Sunia, Sicet e Uniat, le tre associazioni di rappresentanza degli inquilini – e poi perché in questo modo si rischia di moltiplicare gli sfratti per morosità.

Anche se non è ancora chiaro nei dettagli il meccanismo della Service Tax, è evidente che a partire dal 2014 saranno a carico degli inquilini la maggior parte degli oneri relativi alla nuova tassa.

Un provvedimento che sembra ignorare i dati di realtà del problema abitativo in Italia, con l’80% degli inquilini che ha un reddito lordo inferiore ai 30 mila euro e con il 90% delle circa 70.000 sentenze annue di sfratto che sono per morosità. Senza contare l’enorme domanda di edilizia residenziale a cui non viene data risposta. Per questo i Sindacati degli inquilini protestano: il taglio dell’IMU sulle case invendute dei costruttori è sostanzialmente un regalo alla rendita; in questo modo, invece di abbassare i prezzi o offrirle alla locazione a prezzi compatibili, i costruttori si vedono offrire un vantaggio fiscale iniquo che allargherà la speculazione.

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