Luigi Lucchini nel ricordo dei sindacalisti Cisl

luigi lucchini 1919-2013È morto ieri a Brescia Luigi Lucchini. Aveva 94 anni. Il suo nome è legato ad uno dei primi gruppi siderurgici italiani. Lo chiamavano “il Re del tondino” e negli anni Sessanta e Settanta si era imposto per la durezza delle sue posizioni nelle relazioni sindacali , fama di uomo duro nelle relazioni sindacali. Dopo aver guidato tra il 1978 e il 1983 l´Associazione Industriale Bresciana, Luigi Lucchini era diventato nel 1984 presidente di Confindustria con un radicale cambio di atteggiamento nei rapporti con le organizzazioni dei lavoratori.

IL RICORDO DI FRANCO CASTREZZATI
«Di me diceva che ero un sindacalista duro ma onesto. Posso dire lo stesso di lui come imprenditore». Franco Castrezzati, oggi ottantasettenne con alle spalle una vita di impegno nella Cisl bresciana, condensa in queste parole il suo ricordo di Luigi Lucchini e degli anni dei duri confronti sindacali alimentati dalla intransigenza dell’industriale. Racconta Castrezzati al Giornale di Brescia: «A Brescia quasi tutte le grosse aziende avevano aperto alla contrattazione aziendale, in questo anticipando una tendenza che poi coinvolgerà l’intero Paese. Ma nelle sue fabbriche niente, il confronto con lui era difficilissimo. Le vertenze duravano anni e lui non riconosceva il ruolo del sindacato. A Roma, invece, fu un mediatore».

LE PAROLE DI MARINO GAMBA
Bresciaoggi ha chiesto un ricordo a Marino Gamba, leader dei metalmeccanici della Cisl bresciana negli anni del duro confronto con Lucchini. Marino Gamba descrive Lucchini «un grande imprenditore, ma di un cinismo terribile». E aggiunge: «Anche noi sindacati abbiamo avuto le nostre colpe, non abbiamo percepito i cambiamenti agli inizi degli anni ´80 ma Lucchini, per farsi un nome e per distruggerci, non esitò a creare pesanti sofferenze a centinaia di famiglie». Per questa stessa frase Gamba fu denunciato per diffamazione, ma dopo tre gradi di giudizio ebbe la meglio. «Invece il sindacato uscì con le ossa rotte dalle guerre tipo Bisider», ricorda il segretario cislino che visse la frattura tra le sigle dopo la marcia dei colletti bianchi e l´accordo sulla scala mobile. «Mio malgrado – aggiunge – fui attore della divisione perché non era più possibile restare con chi perpetuava quell’errore di scarsa comprensione della realtà in mutamento».

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