Famiglie, anziani, immigrati: cresce la “povertà sanitaria”

farmaci non scaduti recuperati per iniziative di solidarietàSono sempre di più i cittadini che hanno difficoltà ad acquistare i medicinali. Un fenomeno preoccupante documentato nel dossier sulla “povertà sanitaria” che la Fondazione Banco Farmaceutico ha presentato insieme alla Caritas Italiana.

BISOGNI E SOLIDARIETÀ – Nelle regioni del Nord Italia la povertà sanitaria è cresciuta dal 2006 ad oggi del 71,91% passando da una richiesta dagli enti assistenziali di 255.783 confezioni di medicinali agli attuali 439.719; al Centro la domanda è passata da 32.718 a 188.560 confezioni; al Sud da 23.670 a 46.034. In un contesto di crescita del disagio si registra però anche un incremento della solidarietà di chi decide di donare un farmaco a chi non se lo può permettere: si è passati dalle 192.490 confezioni del 2006 alle 255.338 registrate alla fine di luglio di quest’anno.

LA POLITICA FACCIA LA SUA PARTE – Certo sarebbe diverso se anche in Italia la legge consentisse alle case farmaceutiche di donare farmaci alle Onlus che alimentano la solidarietà verso le famiglie in difficoltà economica, gli anziani e i pensionati, gli immigrati. “E’ ora che la politica dia segnali concreti sul fronte della povertà sanitaria – ha affermato Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico – e che la Commissione Sanità del Senato approvi in via definitiva la proposta di legge per la donazione di farmaci da parte delle aziende farmaceutiche”.

OCCORRONO ALLEANZE – “Per invertire la rotta – ha aggiunto don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – serve un lavoro comune fatto di alleanze e appare sempre più necessario uno sforzo congiunto, che sappia incrementare la capacità di intercettare le varie situazioni di povertà del territorio”.

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