La Caffaro, il “mito” e la realtà

caffaro-via-milano“La vicenda Caffaro è divenuta un mito attorno al quale c’è chi opera per costruire soluzioni adeguate e chi è unicamente interessato a cavalcarla a fini propri”. Lo scrive il Segretario generale della Femca Cisl di Brescia, Beppe Marchi, in una lettera pubblicata questa mattina da Bresciaoggi. Il sindacalista Cisl risponde ad una serie di insinuazioni strumentali di un ex dirigente sindacale dei chimici della Cgil secondo il quale l’accordo che portò al salvataggio dell’azienda con la firma unitaria delle Rsu e della Femca Cisl fu il risultato di un deficit di democrazia, che la Caffaro bisognava farla comprare al Comune, che garantire lavoro a 60 dipendenti fu una soluzione minimalista.

“Oltre agli inevitabili giudizi – scrive Marchi – che un ex dirigente Cgil convinto da sempre di avere tutte le verità in tasca può riservare ai sindacalisti della Cisl (quelli che si ostinano a dire che i diritti senza lavoro sono solo belle parole e che ci si deve battere per tenere aperte le aziende non per chiuderle)”, le insinuazioni sono il frutto di chi sulla Caffaro pretende “di utilizzare gli scenari di oggi per giustificare le scelte di ieri”.

Leggi la lettera del Segretario della Femca Cisl di Brescia.

Intanto ieri il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, a Brescia per una serie di incontri sulle priorità di intervento per le bonifiche dell’area Caffaro di Brescia, sito di interesse nazionale per inquinamento da Pcb, ha annunciato che i fondi statali passeranno da 6,5 a 7,5 milioni di euro; “rispetto a ciò che c’è da fare è una goccia nel mare – ha ammesso il Ministro – ma l’impegno è quello di dare costanza agli stanziamenti nei prossimi anni”.

Etichette: , ,