Welfare, produttività, orari: rinnovato il contratto artigiani metalmeccanici

Welfare integrativo, estensione dei permessi straordinari, maggiore regolazione degli orari flessibili, premio di produttività regionale anche per i lavoratori a termine. Sono solo alcune delle novità previste dall’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto collettivo regionale area metalmeccanica per gli oltre 100mila lavoratori del settore. L’accordo prevede l’introduzione in via sperimentale di un premio di produttività regionale che per il biennio 2013/2014  potrebbe arrivare ad erogare fino ad 800 euro.

Sul tema degli orari si aumentano del 10% le ore di flessibilità e si perfeziona il sistema della Banca Ore prevedendo che il 50% delle ore accantonate possa essere utilizzata per far fronte a situazioni di crisi aziendali che per il rimanente 50% rimarranno nella totale disponibilità del lavoratore, sotto forma di permessi individuali, utilizzabili anche per il prolungamento delle ferie.

“Abbiamo cercato innanzitutto di regolare il tema della flessibilità degli orari di lavoro – sottolinea Ermanno Cova, segretario regionale Fim Lombardia – in un settore dove la dimensione d’impresa facilita nei fatti una totale deregolazione della prestazione lavorativa, e di introdurre alcune innovazioni positive sui temi dell’ambiente, della sicurezza e sulla formazione professionale”.

Il nuovo contratto regionale istituisce inoltre un Osservatorio regionale per monitorare l’andamento del settore e introduce provvidenze di welfare integrativo a favore di tutti i lavoratori artigiani (5€ mensili dal 2014) consentendo l’adesione, su base volontaria, anche ai datori di lavoro. Un sistema nazionale e locale che inizierà a erogare tutele integrate per far fronte ai tanti bisogni di lavoratori (e datori di lavoro) a partire dal 2014. Uno strumento che la Fim ha fortemente voluto poiché i 5 euro mensili si tradurranno in 10 milioni di euro all’anno a favore di lavoratori artigiani lombardi.

L’accordo è stato sottoscritto da Fim e Uilm regionali. La Fiom, che ha preso parte a tutto il percorso negoziale, ha ritenuto di non condividere l’ipotesi di intesa. “Come è stato fatto presente anche ai nostri compagni di viaggio – sottolinea Cova – il nostro obiettivo non è mai stato quello di raggiungere un accordo separato, ma neanche di non raggiungere unitariamente alcun accordo, in primo luogo per la responsabilità di dar voce e rappresentanza ai tanti artigiani metalmeccanici lombardi rimasti per troppi anni senza un nuovo accordo”.

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