Luci e ombre nell’interessamento della Regione sulla Caffaro

“Dopo tanti anni di stallo, sembra che la collaborazione avviata tra la nuova amministrazione comunale di Brescia, la Provincia e la Regione, pur nella diversità degli schieramenti, possa finalmente smuovere la situazione e consentire l´atteso risanamento dell’area”. In questa dichiarazione di Michele Busi, consigliere regionale bresciano, c’è forse la sintesi più vera del sopralluogo della Commissione Ambiente del Consiglio regionale lombardo e degli incontri con le istituzioni che lo hanno seguito.

ASPETTANDO IL MINISTRO – L’Assessore regionale all’Ambiente, Claudia Maria Terzi, ha detto che “entro pochi giorni saranno emanati i decreti che consentiranno all’Arpa di mettere in sicurezza, con un intervento da 600mila euro, le discariche di Castegnato e Passirano”. Ma per la Regione Lombardia è il Governo che deve impegnarsi a trovare i fondi “per una bonifica a 360 gradi che dia garanzie piene rispetto all’inquinamento da Pcb”. Una partita questa, sembra di capire, che fa molto conto sulla visita a Brescia, il 26 luglio, del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

GRANDE ASSENTE, PURTROPPO, IL LAVORO – Il grande assente di ieri è stato purtroppo il lavoro. Nella rincorsa sulla Caffaro della Regione Lombardia, sulla scia della visita di sabato a Brescia della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, assessori e presidenti vari della Giunta Maroni non hanno considerato, neanche dal punto di vista esclusivamente ambientale, le gravissime ripercussioni che potrebbe avere l’abbandono dell’area produttiva da parte del gruppo industriale che ha rilevato la Caffaro due anni fa. Un’occasione persa che i rappresentanti dei lavoratori hanno denunciato ieri attraverso un comunicato sindacale chiedendo alla Regione di mettersi in ascolto anche delle parti sociali, perché occupazione e ambiente sono due percorsi inscindibili per il recupero dell’area della Caffaro.

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