Preoccupa più la disoccupazione della flessibilità

BS12Bresciaoggi pubblica questa mattina un’intervista al Segretario provinciale della Cisl. Enzo Torri affronta molte questioni – l’accordo sulla contrattazione e quello sulla rappresentanza; il rapporto con le altre organizzazioni sindacali, con Aib e Comune capoluogo – ma in modo particolare lancia messaggi chiari sulla necessità di dare concretezza all’azione sindacale. “Ci preoccupa più la disoccupazione della flessibilità” afferma il leader della Cisl bresciana.

 

L’INTERVISTA

Torri: «La disoccupazione è più grave della flessibilità»

Contratti: «Bene le nuove regole, ma i problemi aumentano e per trovare nuove opportunità siamo in campo in prima persona»

Non solo un problema economico, ma anche culturale. Per il segretario generale Cisl, Enzo Torri, la sfida del futuro della città e del territorio si gioca in un nuovo approccio al tema del lavoro. Per questo la sua organizzazione in questi mesi si è fatta promotrice di iniziative che stanno creando opportunità, perché in fondo «la disoccupazione – dice Torri – è peggio della flessibilità». In questa affermazione sta l´orizzonte, anche ideologico, del sindacato di via Altipiano d´Asiago.

NON SI PUÒ STARE AD ASPETTARE
«Bisogna volare alto – spiega Torri – con la concretezza della quotidianità. Per questo con la Curia stiamo promuovendo Spes at work che ha permesso attraverso cinque diverse azioni di far lavorare 20 persone nel volontariato, 20 nelle cooperative e 7 in attività in proprio, ma anche i tirocini con Confartigianato per avviare i giovani nelle imprese che hanno coinvolto 10 artigiani e 80 giovani. Bisogna trovare anche una concretezza locale, non dobbiamo attendere, sarebbe l´atteggiamento più sbagliato. Brescia in questo senso ha grandi capacità, con il limite che non si riesce a lavorare insieme».

PIÙ DIALOGO, MENO CONFLITTO
Intanto sta mutando il quadro delle relazioni sindacali: «L´accordo sulla rappresentanza – continua Torri – è importante perché dà la certezza della contrattazione. Solo amplificando quest´ultima si possono fornire risposte. Ovviamente le regole non risolvono il problema. Serve una declinazione chiara, categoria per categoria: andiamo d´accordo su temi sociali, questo è vero e giusto, ma dobbiamo esserlo anche sulla partecipazione, serve più dialogo e meno conflitto». Magari a partire dal ruolo futuro in Camera di commercio? «Io riconfermo in pieno la richiesta che fu del mio predecessore, Zaltieri, di riconoscere un ruolo al sindacato nella giunta della Cdc».

CAMBIARE PER STARE NEL CAMBIAMENTO
Nel frattempo si parla di un sindacato che deve rinnovarsi, ma su questo Torri è tranquillo: «Noi la riforma interna la stiamo già affrontando: in Lombardia siamo passati da 14 ad 8 territori (Brescia, ad esempio, si è unita alla Valcamonica), da 115 strutture nazionali siamo passati a 73 e i componenti delle segreterie sono scesi da 372 a 269: più di cento unità. Pensiamo che una diversa organizzazione possa contribuire a renderci più efficaci sul territorio».

CI PREOCCUPA PIÙ LA DISOCCUPAZIONE DELLA FLESSIBILITÀ
Ma tutti questi sono passaggi di metodo a cui Torri vorrebbe dare più sostanza. «Ci preoccupa di più la disoccupazione della flessibilità: solo con la contrattazione del resto si possono conciliare le esigenze dei lavoratori e delle imprese. Non guardiamo alla flessibilità come cedimento di diritti: se ho acquisito una condizione non è per sempre. E poi oggi il problema è anche quello di migliorare le condizioni di chi non è mai entrato nel mondo del lavoro: il dibattito genitori-figli va rivisto, anche perché purtroppo siamo già anche al precariato dei genitori».

I RAPPORTI CON IL COMUNE…
Sulla nuova gestione in Loggia giudizio sospeso in attesa delle decisioni importanti: «Rispettiamo il voto e misureremo i nostri interlocutori come sempre sui fatti concreti. Intanto seguiamo attentamente soprattutto la vicenda A2A Ambiente, non abbiamo ancora capito se si sta andando nella direzione auspicata inizialmente, serve una nuova stagione non solo sulle questioni sindacali ma anche politiche, sociali ed economiche. Su vicende come quella dell’investimento a Buffalora, ad esempio, una interlocuzione permetterebbe di far emergere le potenzialità prima delle negatività, come accaduto».

…E CON AIB
Contorni più definiti sul nuovo corso in Aib: «Le premesse sono buone, ma tutti siamo chiamati a scelte coraggiose, anche con un maggior reciproco ed assumendo responsabilità in prima persona».

Giovanni Armanini
da Bresciaoggi di martedì 16 luglio 2013

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